I più autarchici tra noi direbbero: “Se solo avesse avuto una elle di meno nel cognome, Prandelli lo avrebbe portato in Brasile”. Probabilmente la realtà è più complessa di così, ma resta il fatto che Graziano Pellé (foto by InfoPhoto), che nel nostro campionato non è andato oltre la tappezzeria (24 presenze e un gol tra il 2003 e il 2012 con le maglie di Lecce e Parma), è di gran lunga l’attaccante italiano più prolifico. Nelle ultime due stagioni, il possente centravanti salentino ha totalizzato con gli olandesi del Feyenoord 57 presenze e 50 gol in Eredivisie, per una media di 0,88 reti a partita.

Tanto per fare paragoni coi suoi colleghi che, invece, ai Mondiali ci andranno:

Giuseppe Rossi: 21 presenze, 15 gol (0,71)

Mario Balotelli: 42 presenze, 26 gol (0,62)

Mattia Destro: 40 presenze, 19 gol (0,48)

Ciro Immobile: 66 presenze, 27 gol (0,41)

Antonio Cassano: 60 presenze, 19 gol (0,32)

Alessio Cerci: 71 presenze, 21 gol (0,29)

Lorenzo Insigne: 72 presenze, 8 gol (0,11)

A parte Pepito Rossi – che paradossalmente è quello che rischia maggiormente di non partire per il Brasile, anche se per questioni fisiche – e Mario Balotelli, nessuno degli altri attaccanti azzurri avvicina nemmeno da lontano le medie realizzative di Pellé. Anzi, anche allargando il tiro è difficile trovare qualcuno che segni più di lui: giusto Leo Messi e Cristiano Ronaldo, che non appartengono a questo pianeta. Gli altri stanno tutti dietro, Ibra, Falcao e Suarez compresi.

Certo, il campionato olandese è quel che l’è. Ma forse,considerando che non c’è traccia dei Baggio e dei Vieri in nazionale, una perlustrazione da parte del cittì Pellé l’avrebbe meritata.