Accuse ingiuste. Nell’occhio del ciclone per la batosta subita a Madrid, Giampiero Ventura ha ancora un valido alleato. Lo sostiene apertamente il presidente del Torino Urbano Cairo.

Troppa audacia, ma bisogna restare uniti

Il numero uno del Torino, che ha avuto alle dipendenze l’attuale c.t. azzurro dal 2011 al 2016, va controcorrente e si schiera dalla parte del tecnico. “È ingiusto accusare Ventura se, magari andando contro la sua natura prudente, ha osato troppo per cercare di vincere con la Spagna”, le parole proferite all’Ansa. “È il momento di restare uniti, anzi di tifare tutti per l’Italia: infatti mi sto organizzando per andare martedì a Reggio Emilia per la gara con Israele”.

Cairo sta con Ventura

Affossarne l’operato nuocerebbe soltanto all’ambiente: Ventura va sostenuto perché rimanga lucido e cazzuto come è stato in questo periodo sulla panchina azzurra - prosegue il presidente del Torino -. Il traguardo del Mondiale è irrinunciabile. Oggi per tutti è importante rimanere compatti in vista della prossima partita che certo non è difficile come quella con la Spagna, ma non ha un esito già scritto. Non è insomma il momento di processare il c.t., tra l’altro ho visto anche qualche giocatore non al meglio: ma una partita così può capitare, a maggior ragione contro fenomeni come quelli della Spagna. Insisto – conclude Cairo -, oggi è importante non dare nulla per scontato, e remare tutti insieme dalla stessa parte per arrivare a un traguardo che il calcio italiano comunque merita”.

Belotti? Mai temuto di perderlo

Per la nuova stagione intanto i granata sognano in grande: Mihajlovic ieri mi ha chiamato per ringraziarmi del mercato fatto - rivela Cairo -, aveva detto che voleva l’Europa e io faccio gli scongiuri, ma non voglio più pormi limiti. Abbiamo un gruppo rafforzato, sono ottimista perché arrivi qualcosa di bello. Belotti? Non ho mai avuto paura di perderlo perché nessuno si è avvicinato alla clausola, poi per l’anno prossimo vedremo. E per Zappacosta era impossibile dire di no, è arrivata un’offerta irrinunciabile”.