Con la vittoria a Cagliari per 2-1 la Roma riprende la (rin)corsa allo scudetto dietro la Juventus dal ruolino di marcia tarato sulla modalità “rullo compressore”, quella cioè che ha consentito ai bianconeri di “schiacciare” un buon Milan allo Juventus Stadium nell’anticipo serale della 22a giornata. Una vittoria importante e, soprattutto, necessaria per rilanciare una squadra alle corde in quest’ultimo periodo, un po’ vittima sacrificale della sfortuna (i tanti infortuni) e delle pressioni della piazza.

Una vittoria importante, oltre che da un punto di vista puramente numerico e di classifica, per il morale di una flotta piuttosto abbacchiata che rischiava di fare naufragio in un mare di imponderabilità: l’emorragia di punti e risultati, il gioco stentato, le accuse di un mercato invernale sbagliato e i tanti proclami ai limiti del grottesco da parte di Garcia e Sabatini. Una vittoria che consente di scrollarsi di dosso la maledizione della pareggite, una malattia che più che incurabile sembrava terminale. Una Roma che finalmente torna autoritaria in campo, vuole controllare spazi e tempi di gioco e torna capace di andare in vantaggio. Non succedeva più da Udinese-Roma del 6 gennaio, Coppa Italia compresa.

Con una rosa decimata, Garcia decide di affidarsi alla linea verde, e mai scelta fu più felice visto che la linea della Roma non è mai stata così Verde. Quando veterani come Totti e Keita mostrano la corda e leader carismatici del calibro di Pjanic e Nainggolan tirano il fiato nel contesto di una gara comunque difficile contro un Cagliari tenace, ci pensa il reparto giovani a inoculare energia e fantasia a una squadra che aveva un po’ smarrito quella ragion d’essere spettacolare del proprio gioco.

Il primavera Daniele Verde (il nome naturalmente è tuttt’un programma) classe ’96 è un autentico fenomeno: corre, dribbla, inventa, tira; l’assist sul gol di Ljajic è una magia à la Totti old style, quello sul gol di Paredes (un diagonale al volo che analizzato a dovere potrebbe fungere da manuale di geometria per chi non conosce bene la materia) è l’evidente sintomo che il ragazzo ha le idee chiare sulla visione di gioco a 360°. Note positive anche da un altro giovanissimo come il paraguaiano Sanabria, uno che con la sua rapidità è in grado di far impazzire fior di difese. La Roma torna dunque viva e scalciante, e nonostante qualche imbarazzo difensivo di troppo (il gol di Mpoku nel finale fa gelare il sangue ai tifosi giallorossi), rappresenta ancora l’alternativa anti-Juventus numero uno.