Seconda partita in campionato e seconda vittoria per il Milan di Seedorf, che al Sant’Elia contro il Cagliari si produce in un’incredibile rimonta giunta proprio nei minuti finali. Protagonisti Mario Balotelli, autore della splendida punizione con cui i rossoneri hanno pareggiato il gol iniziale di Sau (nefandezza di Amelia), e Giampaolo Pazzini, che ha firmato allo scadere il gol del definitivo 2-1, tornando al gol dopo 9 mesi. Successo avventuroso ma meritato, per il Milan, apparso in sensibile miglioramento (e ci voleva poco) dopo la spaventosa recita di Coppa Italia; e, soprattutto, fondamentale per la rincorsa a un’Europa che sembra improvvisamente più vicina.

Non è nemmeno un brutto Milan, quello del primo tempo. I rossoneri giocano palla a terra (anche perché le raffiche di vento non danno molte alternative) e riescono a cucire trame interessanti coi quattro attaccanti, grazie soprattutto alla vivacità e ai movimenti di Balotelli che favoriscono gli inserimenti dei compagni. Almeno cinque le occasioni da rete costruite dalla squadra di Seedorf, che pecca tuttavia di eccessiva leggerezza sotto porta. Dopo un destro a giro di Robinho fuori di poco (6’), è Balotelli a impegnare due volte Avramov, prima con un tocco ravvicinato su cross dell’ottimo De Sciglio e poi al termine di un’iniziativa personale conclusa con un tiro centrale. Ma è Honda a dilapidare le due migliori chance da rete, con una conclusione addosso ad Avramov dopo pregevole assist di Balotelli e con una capocciata in beata solitudine respinta dal solito portiere rossoblu su splendido cross di De Sciglio. La poca precisione non è il guaio principale del Milan: è dietro che si piangono le lacrime più amare, grazie a un pacchetto di difensori che sembrano agenti sabotatori infiltrati. Bonera prova subito a regalare un gol al Cagliari, poi è la volta di Rami (13’) a sfiorare un autogol da antologia, con un carpiato di testa che sibila mezzo metro al di là del palo destro. Il suicidio porta la firma di Amelia, quello che voleva andarsene perché gioca poco: il portiere romano svirgola un rinvio Pinilla serve Sau a centro area e il piccolo sardo mette a sedere l’impiastro con la maglia di portiere e fa 1-0.

Anche nel secondo tempo il Milan parte con un cesto pieno di buone intenzioni, creando almeno due occasioni nitide – Kakà per Balotell e Robinho per Honda – sprecandole entrambe con tiracci sopra la traversa. Poi subentra la stanchezza, o, meglio, la cronica mancanza di fondo nelle gambe dei milanisti, e il Cagliari, pur senza strafare, contiene con crescente facilità la manovra sempre più sfilacciata dei rossoneri, sfiorando anche il raddoppio con una fucilata di Pinilla a lato di un nonnulla (28’). I cambi di Seedorf – Pazzini per Robinho, Muntari per De Jong e Abate per Emanuelson – non sembrano affatto incidere sull’inerzia del match, che sembra inevitabilmente destinato a scivolare verso la sua malinconica conclusione, soprattutto dopo che Astori ha salvato in prossimità della linea un colpo di testa morbido di Kakà. E invece, una follia del neoentrato Cabrera a 3’ dalla fine (sconsiderato fallo di mano al limite dell’area) consente a Mario Balotelli di esibirsi nel suo numero preferito: punizione vincente e sberleffo ai tifosi rossoblu, che gli costa ammonizione e squalifica per il prossimo match contro il Torino. Poco importa, almeno per il momento, perché 2’ più tardi è Pazzini, su corner di Honda, a trovare la zampata acrobatica che vale l’incredibile rimonta, nonché la seconda vittoria consecutiva in campionato per il Milan (mai successo quest’anno). E ora il Diavolo, senza sapere bene, si ritrova come a soli 5 punti dalla zona Europa, grazie alla sconfitta del Verona e al pareggio dell’Inter contro il Catania.