Lo spostamento dell’anticipo di campionato Cagliari-Juventus al “Tardini” di Parma ha dato occasione a Massimo Cellino (foto by InfoPhoto) di dimostrare, una volta di più, che la diplomazia non è esattamente la sua ragione di vita. Intervistato da Sky Sport, il presidente del Cagliari non solo ha accusato la Juve di non aver accettato di giocare allo stadio Is Arenas, ma ha anche scaricato una serie di bombe incendiarie sul passato non troppo limpido dei bianconeri (sentenze alla mano):

L’agibilità per Is Arenas è arrivata in ritardo e la Lega aveva disposto di giocare a Parma. Per cambiare quella destinazione ci voleva solo la disponibilità dell’altra squadra, che è la Juventus: non l’ha data, ed era suo diritto, dimostrando di preferire di giocare a Parma. Gli auguriamo la giustizia del dio del calcio e dello sport, se esiste. Pensavo che fosse un vantaggio non essere mai stati coinvolti con allenatore e giocatori in alcuno scandalo e avere i bilanci a posto. Magari non abbiamo tutti quegli scudetti sulla maglietta, ma rispettiamo tutti, accettiamo e osserviamo le regole e non le scriviamo a nostro piacimento. Io ho sempre cercato di dare il buon esempio, di avere la coscienza a posto e la fedina penale sportiva pulita”.

La posizione della Juve, espressa dalle parole di Antonio Conte, è ovviamente opposta:

Noi siamo la parte lesa, perché fino a mercoledì pomeriggio non sapevamo dove andare, quando partire e come organizzare gli ultimi allenamenti”.

Una settimana fa, l’amministrazione comunale di Quartu, dove si trova il nuovo stadio del Cagliari, aveva dato l’ultimatum al club di Cellino, sottolineando come fossero riscontrabili ancora delle “carenze sotto il profilo della sicurezza”.