Incredibile, ma vero quel che è accaduto ad Olbia, dove si è disputata Cagliari-Ajaccio, partita amichevole, ma che alla prova dei fatti si è dimostrata tutt’altro, con la gara che è stata sospesa al 33′ del secondo tempo per rissa.

La decisione dell’arbitro Pairetto è arrivata dopo una gazzarra che si è scatenata in seguito ad un calcione rifilato da un giocatore del club corso, Touré, al cagliaritano Joao Pedro.

Da lì, scene da far west calcistico con i calciatori che si affrontano a viso aperto e non certo per cercare di andare in gol o creare spettacolo.

Dal calcio alla boxe, fino al triplice fischio del direttore di gara, che manda tutti sotto la doccia a sciogliere i bollenti spiriti.

Poco prima della sospensione definitiva della partita, la gara era rimasta ferma per diciannove minuti causa un black out all’impianto elettrico (episodio già accaduto durante l’amichevole tra Cagliari e Saragozza).

Ripristinato il guasto, la gara è ripartita, ma dopo pochi minuti si è verificato l’episodio che ne ha portato alla fine anticipata.

Per la cronaca, le due reti sono state realizzate nella prima frazione. Al 23′ vantaggio rossoblù con Farias, che con una bella giocata fa secca la difesa corsica ed il portiere Goda. Il pari dell’Ajaccio al minuto 25, quando proprio Touré (l’autore del fallaccio ai dnani di Joao Pedro) serve un assist vincente a favore di Youga.

Non è la prima volta che un match tra il Cagliari ed un club corso finisce in rissa. Tra le parti, infatti, esiste una acerrima rivalità già sfociata, cinque anni fa in una rissa che portò alla sospensione di Cagliari-Bastia. Era il minuto 73. Stavolta la gara è durata un pizzico in più.