Nella tragica notte Parigina in cui si consumava il dramma di Bataclan andava in scena allo Stade de France anche l’amichevole Francia-Geramnia e, a Bruxelles, Belgio-Italia. Paura e delirio indescrivibili, altro che sport. E se i presupposti dei Campionati Europei di Francia 2016 sono questi, forse sarebbe il caso di dare un segnale significativo fermando le manifestazioni sportive contro tali orrori. Al di là di ciò (posto che vi sia) la nazionale belga ha confermato il valore del proprio ranking (recentemente divenuto primo della classifica Fifa) mostrando un’evidente superiorità anche contro un’Italia convincente solo nel primo tempo.

Per la cronaca, il match era iniziato nella migliore delle maniere per la nazionale allenata da Conte, capace di una partenza lampo suggellata dalla rete di Candreva dopo soli 3 minuti. L’esterno laziale raccoglie una respinta di Mignolet, su un fendente di Pellè favorito da un passaggio respinto sui suoi piedi dalla difesa belga di Eder, disceso sulla destra, e da due passi insacca. Belgio che però non ci sta e trova quasi immediatamente il pareggio con Vertonghen che incorna su preciso corner battuto da De Bruyne con la complicità del posizionamento della difesa azzurra.

Poi la partita procede a gran ritmo con le squadre che si affrontano dimenticandosi (o in fischiandosene) del fatto che si tratti di un amichevole poiché il carattere delle due compagini rispecchia lo spirito pugnace dei due ct, Wilmots e Conte. I quattro cartellini gialli (due per parte) distribuiti dal direttore di gara polacco Marciniak ne è rilevante testimonianza. Il Belgio, giocando in casa, ci tiene a controllare il gioco e a portare spesso la sua offensiva procedendo sulle corsie esterne, sulla spinta soprattutto di Cavanda sulla catena di destra. L’Italia invece si affida alle ripartenze e ai frequenti rovesciamenti di gioco che mandano in confusione gli avversari trovando spesso impreparata la retroguardia belga.

Nella ripresa si assiste a un calo vistoso d’intensità e concentrazione da parte della nostra nazionale che incomincia ad arrancare a centrocampo a causa anche di un sensibile abbassamento del ritmo da parte di Parolo e Marchisio. Con la stanchezza, in sostanza, iniziano a pesare un po’ le assenze dei centrocampisti titolari come Pirlo, De Rossi e Verratti (ciò che si temeva alla vigilia del match) e il Belgio inizia al contrario a intensificare le offensive attraverso manovre sempre più avvolgenti.

Fortunoso il gol del vantaggio di De Bruyne al 74′, nato su errore in impostazione di Bonucci, ma poi i padroni di casa sanno legittimare il vantaggio con la rete del definitivo 3-1 con la firma di Batsuhayi, pescato da un’imbucata di Ferrerira-Carrasco, protagonista di uno strepitoso secondo tempo.