Nel Freitag Nacht tedesco del 14 agosto inizia in pompa magna la stagione 2015-2016 di Bundesliga e, come da tradizione, sono i campioni del Bayern Monaco, vincitori della scorsa stagione, ad aprire le danze. Lo scenario è quello amico dell’Allianz Arena, l’avversario è di quelli storici, da annali della Bundesliga: l’Amburgo del Bruno Labbadia 2.0, dopo il ritorno sulla panchina dei “dinosauri”. Naturalmente per il club anseatico, una nobile in caduta libera negli ultimi campionati (addirittura riacciuffata in extremis la massima serie solo agli spareggi nelle ultime due stagioni), a proposito di danze, vedersela con il Bayern Monaco da subito significa ballare con la musica altrui al ritmo dettato dagli avversari, un’autentica totentanz in poche parole. E i bavaresi non sconfessano la media gol inflitta all’Amburgo nelle ultime due stagioni impartendo ai rivali un umiliante 5-0.

A dire il vero, nonostante i vertici amburghesi – a mercato tuttavia ancora in corso – abbiano fatto poco per invertire la tendenza negativa degli ultimi anni, pochi i rinforzi (forse, tra tutti, in evidenza l’arrivo di Spahic svincolato dal Bayer Leverkusen a sistemare i cataclismi difensivi e quello di Ekdal, uomo d’ordine per il centrocampo) e una progettualità che lascia parecchio a desiderare, è un Amburgo che si presenta già molto diversamente dal recente passato. È una squdra più attenta, concentrata e organizzata. Non può ovviamente nulla contro lo strapotere bavarese (72% di possesso contro il 28% nel primo tempo è abbastanza indicativo) però dimostra se non altro di saper reggere l’urto offensivo del Bayern, che trova comunque il vantaggio con Benatia al 27′, su  una punizione calciata col contagiri da Xabi Alonso.

Fondamentale il 2-0 trovato dai padroni di casa subito in avvio di ripresa con Lewandowski, che sblocca i campioni di Germania dalla situazione di surplace nella quale ci si stava un po’ troppo adagiando. L’Amburgo non riesce a imbastire una controffensiva, a Schipplock, Ilicevic e Gregoritsch non arrivano palle giocabili, il pressing e possesso del Bayern non offre praticamente occasioni di gioco alla squadra ospite, anche gli ingressi dell’ex Olic e di Lasogga non cambiano la sostanza del match.

La cambia in meglio invece lo spostamento di Douglas Costa dall’asse di sinistra a quello di destra, con l’uscita di Robben in favore di Mario Götze a quasi mezzora dalla fine. Si sveglia anche Müller, che diventa praticamente immarcabile e imprendibile sulla trequarti seminando panico e gol (due) nell’area amburghese. Successo scontato per Guardiola e inizio vero di campionato rimandato per entrambi i club alla prossima giornata, quando incontreranno rispettivamente Hoffenheim e Stoccarda.