Più o meno 22 anni fa, in un Milan-Foggia del 27 febbraio 1994, Sebastiano Rossi si girava verso lo spicchio di tribuna occupato dai tifosi ospiti, si portava le mani all’inguine e dedicava l’inequivocabile gesto alla tifoseria con cui aveva già avuto screzi (all’andata gli avevano tirato dei fumogeni e lui, con somma nonchalance, li aveva rispediti in mezzo al pubblico). Era solo il suo strano modo di festeggiare il momento più alto, a livello individuale, della sua carriera: aveva appena battuto il record di imbattibilità di Dino Zoff che perdurava da 21 anni, portandolo da 903′ a 929′, cioè fino al gol di Kolivanov in quella stessa partita. Ora, dopo uno spazio temporale curiosamente simile, quel record potrebbe nuovamente essere infranto, questa volta da Gigi Buffon.

Il capitano bianconero non prende gol dal guizzo di Antonio Cassano in Sampdoria-Juve del 10 gennaio: da allora sono passati 51 giorni sul calendario e 746 minuti in campo, abbastanza per consentire a Gigi di ritoccare il suo precedente primato (745′) e di puntare dritto al bersaglio grosso. Ora davanti a lui ci sono Davide Pinato (758′ con l’Atalanta nel 1996-97), Ivan Pelizzoli (774′, Roma 2003-04), Mario Da Pozzo (791′, Genoa 1963-64) e, perlappunto, Dino Zoff e Seba Rossi. Per superare i primi tre gli basterà mantenere la porta inviolata per un tempo contro l’Atalanta, mentre per scalzare Sebastiano Rossi e prendersi il primato assoluto dovrà restare imbattuto per altri 183′, ovvero l’intero match contro Atalanta e Sassuolo e una manciata di minuti del derby contro il Torino. Tra l’altro, chiudere la porta contro bergamaschi ed emiliani consentirebbe a Buffon di stabilire anche un altro record: nessuno, infatti, è mai rimasto imbattuto per 10 gare intere consecutive.

Nel calcio è raro che un primato sia esclusivo merito del giocatore che lo infrange, e men che meno un primato come questo. Nella cavalcata di Buffon non si possono nascondere gli enormi meriti dei suoi compagni di reparto, quelli che da gennaio in avanti gli hanno fatto pervenire una decina scarsa di tiri nello specchio, nonché i meriti dell’allenatore, primo responsabile dell’organizzazione difensiva. La cosa, ovviamente, era ancora più vera per quanto riguarda l’attuale recordman, Seba Rossi, ottimo portiere protetto dalla più formidabile batteria difensiva del calcio moderno: Panucci, Costacurta, Baresi, Maldini, con Desailly e Albertini subito avanti. Peraltro, quell’anno il Milan fece l’accoppiata campionato-Champions League per la prima e unica volta nella sua storia: chissà che non sia di buon auspicio anche per la Juventus.