Il capitano della Juventus, Gianluigi Buffon è stato ospite ieri sera della trasmissione Tiki Taka di Italia 1. Qui il portiere ha affrontato vari argomenti interessanti: la sua carriera, l’attuale stagione dei bianconeri, il Napoli e la Roma, il confronto tra la nuova Juve, quella di Lippi e quella di Capello, Conte, il Pallone d’Oro 2013, il calciomercato.

Riguardo alla sua carriera afferma che per mantenersi ad alti livelli serve avere ‘carattere ed equilibrio’ e bisogna sapersi mettere in discussione. Quando assiste ad una intervista rilasciata dopo il suo debutto in serie A il 19 novembre 1995 (Parma-Milan 0-0), riconosce che già in quel momento era a conoscenza delle sue doti tecniche, ma non sapeva se avrebbe potuto reggere le pressioni della partita quindi non era in grado di pronosticare il suo futuro. Quando gli vengono mostrate le immagini dell’infortunio subito durante il Trofeo Berlusconi del 2005 (Milan-Juventus) provocato da un calcio ricevuto da Kaka, dice di non volere vedere quei fotogrammi perché si è trattato di un episodio ‘bruttissimo’ e preferisce non riviverlo. Ricorda, poi, il successivo debutto in serie B a Rimini nel 2006 e racconta che ‘il chiodo fisso’ era quello di potere tornare ai livelli in cui la Juve era abituata a stare. Ammette che è necessitato più tempo del previsto, ma il risultato pare sia stato raggiunto. Riguardo alla famosa rete non assegnata a Muntari in Milan-Juventus 1-1 di due stagioni fa, ritiene che il campionato fosse ancora ‘apertissimo’. Se l’ha vinto la Juve, probabilmente era giusto così. Nel momento in cui gli viene domandato se è stato ferito dalle parole di Beckenbauer dopo l’errore commesso in Bayern Monaco-Juventus 2-0 della scorsa Champions League, afferma di non avere mai provato alcun tipo di risentimento e che, al termine di quell’incontro, anche suo padre gli chiese scherzosamente lumi riguardo il suo tasso alcolemico durante quel match.

Nei confronti dell’attuale stagione dei bianconeri ritiene che le critiche ‘esagerate’ subite dopo la batosta di  Firenze siano state utili per fornire energia alla squadra. Ritiene che senza quella giornata ‘nefasta‘ probabilmente non si starebbe parlando del record bianconero delle 11 vittorie consecutive. Relativamente a tale traguardo afferma che ancora non ci si capacita bene della grande portata di questo risultato e se ne perde anche un po’il ‘sapore’. Sull’eliminazione in Champions League ammette che alla Juventus manca ancora ‘qualcosina’ per potersela giocare con i top club europei. Non riesce bene a decifrare quale sia questa lacuna.

Si complimenta con le due principali avversarie bianconere nella lotta allo scudetto, Napoli e Roma, e nonostante il risultato ammette che le due squadre gli abbiano fornito un’impressione positiva quando sono state ospiti dei campioni d’Italia allo Juventus Stadium.

Ritiene che questa Juventus assomigli a quella del ‘secondo anno di Lippi’. Queste due squadre giocano un bel calcio. La compagine di Capello era più cinica e aveva singoli più forti.

Quando gli viene domandato riguardo alla possibilità di un ruolo di Conte nella Juventus simile a quello che Ferguson ha avuto nel Manchester United, afferma che il binomio tra l’allenatore salentino e la Vecchia Signora sia ‘perfetto’e che l’attuale allenatore bianconero abbia le caratteristiche giuste per la sua società.

Del Pallone d’Oro 2013 afferma di avere votato Pirlo, Cristiano Ronaldo e Messi. Il primo perché è il migliore nel suo ruolo. Il secondo perché è stato il più forte quest’anno. Il terzo perché è il più abile in assoluto.

Riguardo a Berardi afferma che, se un ragazzo a 19 anni lascia ‘un’impronta così importante’ in una sfida contro il Milan, significa che possiede delle doti particolari. Siccome l’Italia non ‘pullula’ di talenti di tale portata ritiene che possa far parte della nazionale, ma sottolinea che non spetta a lui deciderlo. Nei confronti di Pogba afferma di rimanere strabiliato per ciò che mostra anche in allenamento e lo definisce un ‘grandissimo giocatore’.