Gigi Buffon si confessa nel corso di una intervista rilasciata a So Foot. Molte le dichiarazioni interessanti del portiere di Juventus e Nazionale.

“La mia speranza è di arrivare a 40 anni nelle stesse condizioni fische di adesso. Voglio giocare altri due anni, poi vorrei intraprendere la carriera di commissario tecnico. Andrei verso nazioni popolose ed appassionate, come Cina e Stati Uniti, paesi in cui il movimento sta crescendo”.

Buffon non ha dubbi sul club in cui chiuderà la carriera: “La Juventus. Non me ne andrei neanche se un altro club mi offrisse il doppio”.

Il 2003 ed il 2004, anni difficili. “A 25, 26 anni sentivo di essere diventato un uomo e di non potermi più permettere le caz*ate che facevo da ragazzo. E’ stato un momento difficile. Ero depresso, ma ne sono venuto fuori senza farmaci, ma grazie agli amici”.

C’è stata una partita in particolare che ha segnato quel periodo. “Danimarca-Italia agli Europei del 2004. Fine partita, 0-0. A me non tremavano più le gambe come era accaduto nei sei mesi precedenti. Avevo capito di essermi liberato dalla depressione. Tutti erano arrabbiati per il risultato, io invece ero felice per aver capito di avercela fatta”.

Il calcio italiano in crisi. “Quando ero ragazzino io giocavo all’oratorio, ora a quell’età preferiscono la play station“.

Neuer o Buffon? Chi il più bravo? “Quello che oggi fa Neuer, io lo facevo ai tempi del Parma, quando giocavo molto di piede. La verà novità èstata rappresentata dal Barcellona, che ha portato il portiere ala costruzione del gioco”.

Baggio o MAradona? “Baggio grandissimo, ma non aveva lo spessore caratteriale di Maradona“.

Infine, un pensiero sul calcio moderno: “Ormai è tutto dominato dalla logica economica. Il Norwich tra un paiod’anni potrà partecipare alla Champions grazie ad unos ceicco, chissà. In questo modo, però, si perde l’aspetto romantico, la tradizione. Ed insieme ad esso i sacrifici ed il sudore per arrivare a determinati risultati”.