E’ morto Bruno Pesaola. ‘El Petisso’, il piccoletto, aveva 89 anni. Da calciatore aveva vestito per otto anni la casa del Napoli, vestendo, da oriundo, anche la maglia della Nazionale. Da allenatore ha conquistato una coppa Italia con gli azzurri ed uno scudetto con la Fiorentina (sin qui l’unico della storia Viola).

Pesaola era da tempo ricoverato presso il nosocomio napoletano Fatebenefratelli, a causa di problemi di circolazione sanguigna. A settembre una grave caduta gli provocò la frattura del femore.

Ironia, sigarette, whiskey e battute sempre pronte. Questo era Bruno Pesaola, nato a Buenos Aires nel 1925, ma divenuto napoletano d’adozione. “Sono nato in Argentina per sbaglio”, ripeteva spesso.

Arrivò in Italia nel 1947, acquistato dalla Roma, poi l’esperienza al Novara (dove conobbe e sposò la splendida Ornella Olivieri, miss Novara) e quindi l’approdo a Napoli, otto anni di maglia azzurra tra il 1952 ed il 1960.quindi un anno al Genoa e la fine della carriera alla Scafatese. Ha vestito per una volta la maglia della Nazionale B e per una quella della Nazionale maggiore.

Fu allenatore del Napoli in quattro tempi. Nel 1962 condusse i partenopei alla vittoria della coppa Italia, l’unica conquistata da una squadra cadetta. Poi la continuità tra il 1964 ed il 1968, quindi l’avventura nel 1976-77 ed infine la salvezza miracolosa ottenuta, insieme a Gennaro Rambone, nel 1982-83, subentrando a Giacomini: un girone di ritorno da scudetto grazie alla sua cura.

In mezzo, la vittoria dello storico scudetto con la Fiorentina, conquistato al termine della stagione 1968-69.

Alcune sue battute sono rimaste storiche. Come quella volta che, da allenatore del Bologna (club con il quale vinse un’altra coppa Italia, nel 1974), rispose con un “Si vede che l’Atalanta ci ha rubato l’idea“, all’accusa di mancata propensione offensiva dei rossoblù.

Terminata la carriera di allenatore (l’ultima esperienza nel 1985 sulla panchina della Puteolana, in serie C), Pesaola restò personaggio. Ospite spesso dei salotti sportivi delle tv campane, fu preso di mira anche dal giornalista Felice Caccamo, interpretato da Teo Teocoli per Mai Dire Gol: il Petisso, colui il quale “non usava le solette nelle scarpe” era uno dei suoi amici, insieme a Bruscolotti e Ferlaino.

Tifosissimo della squadra azzurra, ha chiesto notizie anche subito dopo l’operazione alla gamba destra di settembre. “E allora? Come è andata col Palermo?”.

Amava la notte. “Porta consiglio”, diceva spesso. Così come usava dire che… “Meno male che la domenica c’è la partita. Per me è come andare a messa”. Addio Petisso, mancherai a questo calcio sempre meno domenicale, sempre più spalmato, sempre più lontano.