Talento 18enne, sorpresa del campionato di serie B, di cui sentiremo parlare per molto tempo. Bruno Fernandes, centrocampista classe 1994 del Novara, ha tutto per diventare uno dei migliori giocatori portoghesi del 21esimo secolo. Talento, continuità, mentalità. Inter e Juventus si sono fatte avanti, ma secondo radiomercato è stata l’Udinese, club che ha il fiuto quando si tratta di giocatori giovani e interessanti, ad anticipare tutti, con un’offerta per la metà del cartellino.  Leonardo.it l’ha incontrato a Novarello, meraviglioso centro sportivo del Novara, per un’intervista esclusiva. Si è presentato ai nostri microfoni in tuta, maglietta e sneakers, come qualsiasi teenager. La differenza rispetto ai ragazzi della sua età, sta nelle parole e negli obiettivi, chiari, concreti. A partite dai playoff con il Novara, fino a dicembre poco più che un’utopia: “Nelle prime settimane è stato difficile per me, sono stato catapultato in una realtà nuova, un nuovo Paese, una nuova lingua, ma grazie all’aiuto della società e dei compagni mi sono ambientato facilmente. Ho iniziato con la Primavera, poi sono stato aggregato alla prima squadra con il quale sto giocando con continuità. Stiamo facendo bene dopo un inizio difficile, voglio dare il mio contributo fino alla fine“.

Cresciuto nel vivaio del Boavista, nobile decaduta del calcio portoghese, Bruno Fernandes ha da sempre giocato con i ragazzi più grandi, facendo la differenza, ecco perchè il salto in prima squadra è tutt’altro che inaspettato: “Sono venuto in Italia per giocare in Serie B, certo non mi aspettavo di lasciare così presto la Primavera, ma so bene quello che posso fare e quelli che sono i miei mezzi. Sono contento per l’accoglienza che ho avuto dalla città e dai tifosi. Devo fare ancora tanto per meritarmi tutto l’affetto che ricevo quotidianamente“. Per molti ricorda Pastore, ex Palermo ora al Paris Saint-Germain: “Mi sembra un paragone esagerato. Trequartista? Non ho un ruolo preferito, ho iniziato da esterno offensivo, mi vedo bene però in tutti i ruoli, a centrocampo o in attacco. Mi piace mettermi a disposizione della squadra e dell’allenatore“.

A sorpresa Bruno Fernandes ha in Moutinho del Porto il giocatore preferito, ma ammette che dà sempre guarda il campionato italiano: “Ho un occhio di riguardo per l’Inter, per Mourinho, per Figo, per Sneijder, che è un giocatore che mi piace molto. Una squadra fantastica. Ma guardavo anche la Liga, con il Real Madrid di Figo e Zidane e il Barcellona di Ronaldinho“.  Nessun dubbio su chi scegliere tra Messi e Ronaldo: “Ronaldo. Non so se sia il migliore della storia, ma è  il più forte, un grandissimo. Come lo sono stati Figo e Rui Costa”.

CR7 è un orgoglio del Portogallo, come lo è Mourinho: “E’ impressionante. Quando ero al Boavista ho visto il suo esordio sulla panchina del Benfica.  Si è capito subito che aveva una grande personalità e un grande carisma. Non sono stupito di quello che ha vinto e di quello che sta facendo“. Mourinho che un giorno potrebbe allenare il Portogallo, che con Bento rischia di non qualificarsi per il prossimo Mondiale: “Credo che alla fine ce la farà, ci sono tanti giocatori validi anche tra i giovani. Bisogna solo dar loro fiducia. Non è un caso che lo Sporting Lisbona, che ha un vivaio dal quale sono usciti tra l’altro Nani, Figo, Miguel Veloso e Cristiano Ronaldo, sia arrivato in semifinale nella Next Gen (una sorta di Champions League delle squadre Primavera ndr). Io con il Portogallo? Non ci penso, ci spero. A dicembre ho giocato due partite con l’Under 19, vediamo passo dopo passo“.

Nel suo futuro con ogni probabilità ci sarà l’Udinese, tra cinque anni spera di essere in una big, ma non italiana : “Mi vedo in Premier League, che è il campionato più bello, per gli stadi, per i tifosi. O perchè no, nel Real Madrid, che è la squadra dei miei sogni“.