All’età di 78 anni si è mestamente spento Luigi Corioni, detto Gino, un grande uomo del nostro calcio. Si è alla fine dovuto arrendere lui, cuore indomito, dopo una lunga malattia. Colui che tutti ricorderanno come il più grande presidente del Brescia Calcio era nato il 9 giugno 1937 a Castegnato, comune di 8.000 anime in provincia di Brescia, imprenditore dal 1962 quando fondò la famosa azienda di arredo bagno Saniplast Corioni, da sempre appassionato di calcio e ciclismo, iniziò la sua carriera come dirigente in ambiente sportivo portando l’Ospitaletto tra i professionisti per poi sceglierne gli elementi migliori da portare con sé nel Bologna, quando divenne presidente del club emiliano nel 1985, dopo esser stato consigliere del Milan dell’era Farina.

Alla presidenza del Brescia Corioni giunse nel ’92, quando le Rondinelle conquistarono la promozione in Serie A (conseguita poi altre 4 volte nel ’94, nel ’97, nel 2000 e nel 2010, con altrettante retrocessioni). Durante la sua lunga gestione si ricorda l’arrivo in biancoazzurro di campioni memorabili del calibro di Roberto Baggio (che fu peraltro capitano delle 4 salvezze consecutive), Luca Toni, Andrea Pirlo, Gigi Di Biagio, Maurizio Ganz e Dario Hubner, senza contare stranieri di prima grandezza come Pep Guardiola, Marek Hamsik, Gica Hagi e Florin Raducioiu, mentre tra gli allenatori gli indimenticabili Mircea Lucescu e Carletto Mazzone.

Non sempre amato dalle amministrazioni locali per il suo amore smisurato per la Brescia calcistica, molte volte al di là delle reali possibilità di una città di provincia, uno dei suoi più grandi desideri irrealizzati rimane la realizzazione di uno stadio nuovo, più adeguato alle ambizioni di un club che avrebbe probabilmente raccogliere di più in termini di successi sportivi e diffusione della tifoseria. Gli ultimi anni della sua presidenza, dopo la retrocessione del 2011, si sono complicati per questioni finanziarie e fiscali come il commissariamento da parte di Ubi Banca con conseguenti penalizzazioni in classifica fino al salvataggio del club dal fallimento ad opera di Profida. Gino Corioni ha comunque sempre cercato di rimanere dalla parte del Brescia Calcio e dei suoi tifosi innalzando orgoglioso la bandiera del leone azzurro finché ha potuto.