In Brasile tanti giovani si sono fatti raccontare, dai più anziani, il Maracanaso del 1950. Ora, toccherà a loro raccontare quanto accaduto in questo 2014 di fronte alla Germania: mai il Brasile aveva perso così nettamente in un Mondiale: l’ultima volta era stato uno 0-6 del 1920 contro l’Uruguay. Roba di un secolo fa. E se da una parte Klose festeggia per essere diventato il giocatore che ha segnato più gol nelle fasi finali della Coppa del Mondo, il Brasile deve fare mea culpa e capire quali sono stati i suoi vizi. I sette capitali, chiamateli anche peccati se volete. Ve li spiego io.

I vizi capitali, nella tradizione, sono inclinazioni dell’anima umana che porterebbero alla distruzione della stessa. Qui, volendola declinare in ambito sportivo, possiamo dire che sono comportamenti che portano alla sconfitta più grande della propria storia. L’1-7 subito non può essere giustificato con le sole assenze di Thiago Silva e Neymar e dunque eccomi qui a giocare con i vizi capitali, dai quali tutti i peccati (sportivi, s’intende…) traggono origine:

Superbia: il desiderio irrefrenabile di essere superiori, da questo punto di vista i brasiliani sono molto giocolieri e forse troppo poco pratici

Avarizia: la scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede; in questo caso, chiedete a chi gioca in attacco se si spende e si dona per la fase difensiva… Fred, Marcelo, Oscar… vado avanti?

Lussuria: il desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a sé stesso; qui il desiderio irrefrenabile di vincere la Coppa del Mondo in casa. Troppi fronzoli in testa, senza basi non si va da nessuna parte

Invidia: tristezza per il bene altrui, percepito come male proprio. Il non avere il proprio campione (Neymar) di fronte ad un avversario che, invece, li aveva tutti in campo contemporaneamente (Klose, Kroos, Lahm, Schweinsteiger, eccetera).

Gola: meglio conosciuta come ingordigia, abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola, e non solo. L’esagerazione e l’abbandono nel volersi specchiare nella propria giocata, nelle proprie qualità. Come detto, molto giocolieri e poco pratici i brasiliani.

Ira: irrefrenabile desiderio di vendicare violentemente un torto subito. Il torto, nemmeno a dirlo, si chiama Maracanaso e data 1950.

Accidia: torpore malinconico, inerzia nel vivere e nel compiere opere di bene. Qui si va oltre l’ambito sportivo, prima di organizzare i Mondiali bisognava forse guardarsi attorno e dare una sistemata alle favelas e a tutto quello che non va nel paese. Prima o poi, la paghi.

Durante il medioevo la Chiesa uccideva chi si macchiava di anche uno solo di questi peccati. Certo, i tempi sono cambiati e in fin dei conti stiamo pur sempre parlando solo di calcio: l’1-7 subito dalla Germania, però, è forse una punizione ancora maggiore per il Brasile.

LEGGI ANCHE

Mondiali 2014: Brasile-Germania 1-7 e 0-5 dopo 45′: verde-oro ai livelli (negativi) di Zaire e Haiti

Brasile-Germania pagelle: dramma verdeoro, Klose entra nella storia

Brasile-Germania: le lacrime dei brasiliani, gli sfottò della rete