Se fosse stato ancora in campo, sulla fascia, a volare come un pendolino, forse non sarebbe finita 7-1 la partita del Brasile contro la GermaniaMarcos Cafù, però, è un ex giocatore. E ci ha provato lo stesso ad aiutare i suoi fratelli, presentandosi negli spogliatoi verdeoro nell’intervallo della semifinale mondiale (i tedeschi erano in vantaggio 5-0); qui, però, è stato cacciato a malo modo su ordine del presidente della Federazione brasiliana, Josè Maria Marin.

E’ stato lo stesso ex Roma e Milan a raccontare l’incredibile vicenda: “Sono andato nello spogliatoio perché volevo consolare i ragazzi. Non volevo criticare qualcuno. Sono rimasto sorpreso quando, dopo che Marin ha detto che non voleva estranei, mi hanno quasi spinto fuori”. E va bene la tensione e il nervosismo, ma i vari David Luiz e Fred forse avrebbero dovuto avere un occhio riguardo per un calciatore, lui sì, che la Coppa del Mondo l’ha alzata per davvero. Due volte, non una: nel 1994 e nel 2002. E in questo secondo caso, era anche capitano della Selecao.

Parlare di Cafù come di un estraneo spiega forse la confusione che c’era in quel momento. O semplicemente come è caduto in basso il calcio brasiliano. Scegliete voi. Cafù si ritrova due buttafuori stile discoteca – pare due calciatori, tra l’altro – che eseguono l’ordine di Marin. “Sono sempre entrato negli spogliatoi della Nazionale dopo una partita. Vado a trovare Scolari e gli altri membri dello staff. Lo stesso presidente Marin. Avrei voluto dire ai giocatori di non abbattersi, che adesso viene la fase più dura. Saranno massacrati da stampa e tifosi. Dovranno essere forti”. 

Gli è stato impedito. Lui però se n’è andato con il sorriso. Il veleno lo ha riservato per le dichiarazioni: “Uno dei motivi di questa grave sconfitta è il peggioramento del livello tecnico del nostro calcio, dei nostri campionati. Perdiamo troppi talenti che vanno all’estero, e troppo giovani. Tutto ciò, alla lunga, ha un impatto sulla Selecao. Bisogna cambiare il calcio brasiliano fin dalle basi. Bisogna introdurre una mentalità professionistica fin dalle categorie di base”. 

Qualcuno maligna: Cafù è stato portato fuori di peso dallo spogliatoio proprio per queste idee riformatrici. Noi siamo con lui: continua così, Pendolino.