Dopo la figuraccia ai Mondiali casalinghi del 2014 il Brasile, sollevato dall’incarico Felipão Scolari, ritenuto il responsabile numero uno della disfatta della nazionale verdeoro – la Federazione brasiliana di calcio ha virato su Carlos Dunga, un altro caso di ritorno di fiamma visto che l’ex calciatore della Fiorentina aveva già guidato la Seleção dal 2006 al 2010. Un c.t. contraddistinto dalla grande professionalità, l’uomo dalla giusta autorità per rimettere in rotta la nazionale, nonostante gli ultimi risultati della Copa America non siano stati proprio soddisfacenti.

Eppure, come si era già intuito in passato, dopo l’intervista rilasciata all’emittente televisiva TV Globo durante il programma “Esporte Espectacular”, Dunga fa presente che il suo ruolo di commissario tecnico è minacciato da alcuni procuratori che farebbero sentire in maniera pesante la loro ingerenza sulle convocazioni: “Non ho mai ricevuto pressioni prima delle convocazioni – sostiene Dunga nell’intervista -, ma abbiamo avuto qualche problema per non aver convocato alcuni giocatori e in qualche modo ho ricevuto minacce tramite messaggi. Per fortuna è stato soltanto un episodio: il problema è che i procuratori comandano il calcio. Fare le cose per bene serve a poco: si mettono insieme e remano contro di noi“.

Tornando su toni più distesi, Dunga ha poi speso parole lusinghiere nei confronti della (sua) stella Neymar: “È tempo che vinca il Pallone d’Oro. Io ho votato per lui. Ronaldo non sta fornendo le stesse prestazioni del recente passato. Non è che non sta giocando bene, solo che lui non è sullo stesso livello dell’anno scorso. Messi invece non è stato bene, si è infortunato e Neymar in questo periodo di tempo è diventato il leader del Barcellona. Ecco perché penso che sia giunto il suo tempo“.