Ariedo Braida (foto by InfoPhoto) si è dimesso questa mattina dal suo incarico di Direttore dell’area tecnica del Milan. Il fido braccio destro di Adriano Galliani, in realtà già messo in un angolo da molto tempo (dall’ascesa di Leonardo come uomo-mercato, per la precisione), ha deciso di anticipare una separazione già prevista per la fine del prossimo anno, quando sarebbe scaduto il suo contratto, e di lasciare il club rossonero dopo 28 lunghi anni di militanza sobria e discreta, sia nel momento dei colpi da novanta (vedi Rijkaard e Van Basten, per dirne un paio, acquistati per un piatto di lenticchie), sia nel momento in cui non c’è stato più bisogno di lui. Ora, nel suo futuro, ci sarebbe la Sampdoria.

Il passo indietro di Braida è, al contempo, il primo passo in avanti del nuovo Milan targato Barbara Berlusconi. Non si pensi che la baraonda dell’ultima settimana abbia partorito il semplice mantenimento dello status quo ante: Adriano Galliani resta al suo posto, ma con meno poteri sulla carta e probabilmente ancor meno poteri nella pratica, dal momento che il budget non sarà più di sua esclusiva competenza. Quanto durerà, non è dato a sapersi. Impossibile che Barbara rinunci al suo progetto, altrettanto impossibile che Galliani si accontenti di un ruolo impiegatizio. La sintesi tra le due anime del Diavolo è assai complessa, viste le recenti, durissime accuse reciproche. Soprattutto nel lungo periodo. Più facile pensare a un armistizio, in attesa che arrivino tempi più propizi per operare i ribaltoni voluti da Lady B, e forse perfino necessari. Nel frattempo, Ariedo saluta e il Milan si sceglie il suo successore, che dovrebbe essere Sean Sogliano, attuale d.s. del Verona. Sarà un Natale di cambiamenti in casa Milan.