Si può avere 9 punti dopo 4 partite in un gruppo di ferro ed essere a rischio-eliminazione, quando altre squadre in altri gruppi più semplici sono messe meglio, nonostante abbiano raccolto più o meno la metà? Si può, si può: prendiamo il Napoli, per esempio, che è costretto a giocarsi una buona fetta del proprio destino nella bolgia dantesca del Westfalenstadion, al cospetto dei vicecampioni d’Europa del Borussia Dortmund. Con l’Arsenal che, prevedibilmente, non si lascerà sfuggire l’occasione di maramaldeggiare sul Marsiglia, il Napoli deve assolutamente strappare quel punto che la qualificherebbe aritmeticamente agli ottavi di finale, con tanti saluti ai gialloneri.

Mai sottovalutare i tedeschi, tuttavia. E’ vero, nell’ultimo turno hanno rimediato tre sberle in casa dal Bayern Monaco, (disfatta ancor più dolorosa se si pensa che è stata aperta da una rete del grande ex Gotze), ed è altrettanto vero che Klopp dovrà fare a meno di 3/4 di difesa titolare, coi forfait di Hummels, Subotic e Schmelzer, ai quali si aggiunge quello di Gundogan in mezzo al campo. In campo ci sarà Sokratis (sì, proprio lui) e un mediano prestato alla difesa come Kehl. Ma è sempre il Borussia Dortmund e il Napoli, dal canto suo, non attraversa un momento scintillante, considerate le due sconfitte filate in Serie A con 0 gol all’attivo. Mancherà Hamsik, infortunato, ma questo potrebbe non essere un male, viste le ultime performance dello slovacco: al suo posto Pandev. Nessuna novità per ciò che riguarda il resto della formazione: Dzemaili era in ballottaggio con Mertens, ma alla fine Benitez dovrebbe optare per il solito modulo. C’è un tabù da sfatare – il Napoli non ha mai vinto in Germania – c’è una qualificazione da centrare.

BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1): Weidenfeller; Grosskreutz, Papastathopoulos, Kehl, Durm; Sahin, Bender; Blaszczykowski, Mikhitaryan, Reus; Lewandowski. All. Klopp

NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Britos, Armero; Inler, Behrami; Callejon, Pandev, Mertens; Higuain. All. Benitez