Quando piove, e da sei mesi a questa parte Milano sembra il set di Blade Runner, spuntano fuori le lumache: placide, grassocce, umide e con le corna retrattili. È singolare come questa immagine che trasuda contadina sapienza sia potuta venire in mente a me, giovin signore densamente urbanizzato che non saprebbe distinguere un aratro da un catafratto bizantino. O forse, se leggiamo quanto dichiarato dal sudato Paolo Bonolis (foto by InfoPhoto) e pubblicato irresponsabilmente dal sito ufficiale dell’Inter, l’associazione di idee non sembra più così aliena.

Il pretesto ormai è chiaro, ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. E’ una commedia. E’ palese. Sono decisioni che sono sicuramente prese a tavolino. Quando l’Inter sarà completamente disinnescata i rigori ce li daranno. L’importante è disinnescare tutto quello che potrebbe compromettere il progetto di partenza di questa gigantesca commedia che vuole l’epilogo che ho detto. Le altre squadre sono comprimarie di scena, la sceneggiatura è già stata scritta, sappiamo chi è l’assassino, chi è il vincitore, chi è il perdente. Io non ho mai sentito in tanti anni Zanetti protestare: l’ho sentito protestare per Iuliano, per questa domenica e per l’episodio di Cassano con la Juve non segnalato dal giudice di linea. Ti scatta una malinconia che ti porta al disincanto. Ti disinnamori del meccanismo. Ci sono interessi talmente grandi che figurati se alcuni manipolatori non se ne impossessano. Io se fossi il presidente Moratti manderei in campo la Primavera. Non puoi più credere nella buona fede degli arbitri, è tutta una commedia. E’ talmente plateale che ormai devi proprio chiudere gli occhi per non vedere che dei rigori grossissimi ci vengono negati e altri inesistenti ci vengono dati contro. Questo ti immalinconisce.

Facciamo la parafrasi del testo: secondo l’uomo lanciato da Bim Bum Bam, i Poteri Forti, l’ombroso Priorato che governa segretamente il pianeta pallonaro dai tempi della Crociata albigese, hanno deciso che il Milan deve andare in Champions League e l’Inter no, armando di conseguenza il braccio violento della legge, alias gli arbitri. “Tutto è già scritto” nel nostro campionato, e mica c’è bisogno di provare niente: trattasi di sentenza ex cathedra bonolis (genitivo involontario ma perfetto per l’occasione), insindacabile nei secoli dei secoli. Una verità sciorinata con quel tono nostalgico del filosofo da bancone, quello che ne ha viste troppe per stupirsi ancora e che comunque non cessa di ammaestrare la beata gioventù, in cambio magari di un giro di grappa supplementare.

Bonolis è stato talmente persuasivo che il sito ufficiale dell’Inter ha deciso di far propria la sua versione (ovvio, visto quel che spara il presidente), senza preoccuparsi di quanto un discorso simile sia volgare, stupido, scorretto, incendiario, paranoico, vittimista e pericoloso. Anche per il club stesso: perché, evidentemente, accusare le istituzioni calcistiche di una tale trama sovversiva significa porsi automaticamente al di fuori del gioco, in una realtà parallela in cui è lecito portarsi via il pallone quando le cose non girano bene.

Vista la virulenta gravità delle insinuazioni, la reazione del Milan, affidata a un gelido comunicato ufficiale, è stata fin troppo educata. Vedremo quale sarà, se ci sarà, la reazione della FIGC.