Il 15 aprile del 2013, esattamente un anno fa, la 117esima edizione della più antica maratona urbana moderna, la Maratona di Boston, fu sconvolta da un attentato bombarolo che costò la vita a tre persone, tra cui un bambino di 8 anni, Martin Richard, ferendone altre 264. I due ordigni erano di natura artigianale, due pentole a pressione collegate a detonatori e riempite di chiodi e altri pezzi metallici, ed erano state poste lungo il rettilineo finale del percorso, una in prossimità del traguardo e l’altra a circa 150 metri di distanza, per poi essere fatte esplodere a circa 10 secondi di distanza (QUI IL VIDEO).

Quattro giorni dopo l’attentato, l’FBI individuò i presunti colpevoli, due fratelli russi di origine cecena e avara, Dzokhar e Tamerlan Tsarnaev, di 20 e 27 anni, che da circa un decennio risiedevano in Massachussets. Subito dopo che i federali ebbero rese note le generalità dei due sospettati, i fratelli Tsarnaev hanno provato a darsi alla fuga, uccidendo un poliziotto nei pressi del MIT e scatenando una caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine. A Watertown, sobborgo di Boston, si è aperta una nuova sparatoria, durante la quale Tamerlan è rimasto ucciso e Dzokhar gravemente ferito.

I Tsarnaev, pur non essendo affiliati ad alcuna cellula terroristica e pur avendo condotto fino a quel momento una vita assolutamente normale (Dzokhar, il più giovane dei due, aveva anche vinto una borsa di studio da 2500 dollari per frequentare la facoltà di medicina), si reputavano jihadisti islamici. Durante il periodo di degenza in ospedale e quindi di detenzione in carcere, il fratello superstite ha ammesso di aver progettato insieme al fratello un altro attentato, questa volta a Times Square, New York. I suoi avvocati stanno provando a dimostrare che è stato Tamerlan, il maggiore, ad aver pianificato gli attentati e indotto Dzokhar a seguirlo nel suo folle piano. Se non dovessero riuscirci, il loro giovane cliente rischierebbe seriamente la condanna alla pena capitale – sono 30 i capi d’accusa federali di cui è gravato, più della metà dei quali sono passabili di condanna a morte, tra cui quello di utilizzo di armi di distruzione di massa. Il processo si aprirà il prossimo novembre.

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