Torna alla vittoria dopo tre settimane, il Milan di Cristian Brocchi, e lo fa con le modalità dell’ultima volta: vincendo per 1-0 grazie a una rete del solito Carlos Bacca contro il Bologna di Donadoni. Risultato a parte, tuttavia, c’è ben poco da salvare della prova dei rossoneri, che hanno sofferto fino alla fine contro una squadra ridotta in 10 uomini dall’11esimo minuto (espulsione frettolosa di Diawara) e hanno avuto bisogno di un calcio di rigore per piegarne la resistenza, palesando i consueti imbarazzi in fase di costruzione e conclusione. Con questi tre punti, in ogni caso, il Milan torna momentaneamente al sesto posto, in attesa del Sassuolo.

Come detto, il match è stato pesantemente condizionato da quanto accaduto al minuto 11, quando Diawara, ammonito poco prima per un bisticcio con José Mauri, rimedia il secondo giallo per un’entrata in ritardo su Montolivo a centrocampo. In punta di regolamento la decisione di Doveri può anche starci, ma è indubbio che la posizione del campo dove è avvenuto il fallo e, soprattutto, il momento della partita, avrebbero dovuto consigliare all’arbitro maggior flessibilità. È altrettanto vero che, per i successivi 25’, la superiorità numerica rossonera è stata del tutto invisibile, se non per la facilità con cui il Milan ha effettuato il solito, stucchevole possesso palla a trenta metri dalla porta avversaria. D’altra parte, quando giochi contro una squadra difensivamente ben organizzata, soprattutto se in 10 uomini, diventa importante sfruttare le fasce esterne, ma il diktat presidenziale ha imposto a Brocchi il rombo e il tiqui-taka, e allora vada di sterile palleggio per le intasatissime vie centrali, senza alcuna possibilità di spaventare Da Costa. E non è un caso che la la giocata più bella del primo tempo la regali il Bologna al 37’, grazie a uno strepitoso numero di Floccari su Romagnoli (sempre più spaesato) e alla conclusione in bello stile, ma centrale, di Giaccherini. Ma il calcio è strano e il Milan, che fino a quel momento aveva tirato una sola volta, con Honda, peraltro in modo innocuo, sulla ripartenza va in vantaggio: lungo rilancio di Mexes, riesumato presidenziale, Gastaldello e Masina si addormentano, Luiz Adriano ruba il tempo al portiere e si procura un rigore contestato ma solare. Dal dischetto Carlos Bacca non sbaglia e fa 1-0 e 17 in campionato (40’).

Una squadra dotata di spartito e autostima non avrebbe alcuna difficoltà ad ammazzare una partita incanalatasi su binari così favorevoli, ma evidentemente questa squadra non si chiama Milan. Anche nella ripresa, infatti, il refrain non cambia: i rossoneri sciorinano uno snervante, inutile titic-titoc a centrocampo, quasi stessero contando i minuti che mancano al fischio dell’arbitro, mentre il Bologna resta giustamente rintanato, contando di non prendere altri gol e di giocarsi il tutto per tutto nel finale. O magari anche prima, come quando Gastaldello è andato a un passo dal pareggio su azione di corner, approfittando della marcatura light di Honda (17’). Brocchi toglie il già ammonito José Mauri per Bertolacci, che lo ripaga beccandosi un giallo per simulazione pochi secondi dopo e scomparendo dal match. La gara si accende solo nell’ultimo quarto d’ora, quando Donadoni butta dentro Mounier e prova il colpaccio, lasciando inevitabilmente più spazi dietro. Luiz Adriano arriva in ritardo sull’ottima palla di Honda, poi conclude alto su assist di De Sciglio. Ma, ironicamente, gli unici tiri in porta della ripresa portano la firma di Mexes: prima con una sberla al volo di sinistro da trenta metri, poi con una volée alla Van Basten, entrambe respinte da Da Costa, e infine con un colpo di testa centrale e innocuo. La gara non si chiude e, come da prassi, a 3’ dalla fine arriva la beffa: ma stavolta il Diavolo è fortunato e il guardalinee si accorge che la zampata vincente di Masina è in fuorigioco. Nei 4’ di recupero non succede più nulla: vince il Milan, ma dopo una performance del genere c’è ben poco da esultare.