Appena due giorni fa Diego Armando Maradona, uno che pare che di calcio ne capisca, attaccò Blatter, definendo la Fifa nient’altro che “un parco giochi per corrotti”. 48 ore dopo la lettera spedita dall’ex Pibe de Oro al Daily Telegraph, un blitz delle autorità americane e svizzere ha portato all’arresto di 6 membri del massimo organo calcistico mondiale e messo in imbarazzo il ‘buon’ Sepp, che nonostante tutto si prepara a brindare al quinto mandato da Presidente.

Blatter e lo scandalo Fifa, 6 arresti

Questione, evidentemente, d’abitudine ai vari scandali che in questi anni lo hanno lambito (ma sin qui mai travolto) scalfendone tutt’al più l’immagine. Non un problema, evidentemente, per l’abile Blatter che a 79 anni, meglio di un equilibrista, spalanca le braccia, schiva le accuse e continua a camminare sul filo. Riuscendo a non precipitare mai nella vergogna.

Maradona accusa Blatter in una lettera

Bufere che hanno rischiato di portarlo lontano dall’amato poltrona di Presidente Fifa sin dal 1998, anno del primo mandato. Il vicepresidente della Confederazione Africana del Calcio e presidente della Federcalcio somala, Farra Ado, dichiarò di aver intascato 100mila dollari in cambio del voto.

Jack Warner, ex vicepresidente della Fifa ed ex segretario della Concacaf, disse di aver appoggiato Blatter, ottenendo in cambio diritti tv per i Mondiali francesi ad appena un dollaro.

Il rapporto con la Nazionale Italiana non è stato mai dei migliori. Nel 2006 non consegnò la coppa a capitan Cannavaro, delegando dirigenti Uefa. “Gli Azzurri non hanno meritato il Mondiale. Contro l’Australia hanno vinto con un rigore che non c’era”, disse qualche mese più tardi.

Nel 2011 rischiò grosso quando bollò come “sciocchezze” le accuse di razzismo nel mondo del calcio. Fu costretto alla marcia indietro davanti alle richieste di dimissioni piovute da più parti. “Sono stato frainteso”, la sua difesa.

Nel 2014 l’attacco ai manifestanti che in Brasile hanno protestato contro le spese massicce per i Mondiali, a fronte di una enorme fetta di brasiliani che vive in condizioni di disagio e povertà.
“Il calcio è più importante dle malcontento dei popoli. Chi protesta sta godendo della visibilità che proprio i Mondiali gli stanno dando”, il Blatter-pensiero a riguardo.

Sempre nel 2014, fu sorpreso nell’esultare al gol del 2-1 del Brasile sulla Croazia, partita della fase a gironi dei Mondiali, realizzato surigore inesistente. Nonostante l’evidente errore, Sepp difese a spada tratta l’arbitro dell’incontro, il nipponino Yuichi Nishimura.

E non è finita qui. La bufera che ha portato agli arresti di quest’oggi riguarda l’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022. Intanto, gli sponsor se ne vanno ( Castrol, Continental, Johnson&Johnson, Emirates e Sony). Sepp l’equilibrista, però, continua ad avanzare sul filo. Senza gli applausi del pubblico del circo.