Era il 25 aprile 1995 quando Andrea Fortunato, salernitano di soli 23 anni, veniva strappato alla vita da una grave forma di leucemia. Oggi, il giovane difensore della Juventus viene ricordato con varie iniziative in suo nome.

Accanto al Museo del Calcio, un vero e proprio centro di esposizione di materiale calcistico in Campania, che attualmente dispone di palloni, medaglie, scarpe  ed un gran quantitativo di maglie autografate o indossate in partite ufficiali dai calciatori di serie A, serie B, Lega Pro e campionati stranieri, è stata creata anche la Biblioteca del Calcio, centro di raccolta di materiale audiovisivo, manoscritti, periodici e libri sull’argomento.

Tali progetti sono stati realizzati su idea dell’Associazione Fioravante Polito allo scopo di promuovere lo sviluppo e la crescita della cultura del calcio anche tra studenti delle scuole primarie e secondarie, Università, professionisti e tanta gente comune appassionata della lettura ed incuriosita dalle vicissitudini e aneddoti sul rettangolo verde.

La grande mole di materiale disponibile è davvero variegata e la si potrà trovare in Via Bologna a  Santa Maria di Castellabate (SA). Molte già le visite: solo pochi giorni fa quella dei calciatori  Marco Prunecchi, figlio del bomber della Samp anni ’60, Alessandro Bratto, Marco Delvecchio ed Angelo di Livio. Per il prossimo 4 agosto, invece, è in programma la solenne benedizione a cura del parroco Don Luigi Orlotti e del Responsabile Diocesano, Don Angelo Tabasco.

L’Associazione Fioravante Polito, nata nel 2006 con l’obiettivo di diffondere il maggior numero di informazioni riguardo l’importanza dei controlli medici ed ematologici continuati per gli atleti che praticano sport a livello agonistico e non, è impegnata anche nella lotta per il passaporto ematico, valido per  tutti i tipi di sport e volto a rendere obbligatori i controlli dei valori ematici e cardiaci per tutti coloro che pratichino a livello agonistico o meno attività sportive.

Troppo spesso varie anomalie, disturbi fisici o patologie sono state poco riscontrate o trattate con superficialità. Con il passaporto ematico non sarebbe più così, al fine di prevenire o impedire che possano verificarsi tragedie nell’esecuzione di uno sport.