MILANO – Non se ne sono accorti in molti, ma venerdì scorso, 15 febbraio 2013, nel bel mezzo anche dei Campionati Mondiali di sci alpino in Austria, l‘Italia femminile del biathlon ha festeggiato la sua prima grande giornata di gloria in una rassegna iridata, con il bronzo storico conquistato, nella rassegna di Nove Mesto (Repubblica Ceca), dalla staffetta, grazie a una squadra abbastanza giovane (eccezion fatta per la “capitana” virtuale, Ponza, classe ’79), affiatata e dal potenziale elevato: Dorothea Wierer (classe 1991, 3 ori iridati jr, proprio a Nove Mesto…), Nicole Gontier (1991), Michela Ponza, Karin Oberhofer (1985) le magnifiche quattro. Mai in precedenza, dalla nascita della Coppa del Mondo femminile (stagione 1982-1983), le azzurre erano riuscite a salire sul podio con la staffetta. Vi portiamo alla scoperta della valdostana di Champorcher Nicole Gontier, 21 anni (nella foto Pentaphoto), tesserata per l’esercito, seconda frazionista venerdì scorso, straordinaria sugli sci e brava anche al poligono, con due sole ricariche utilizzate.

Nicole, ci racconta le emozioni provate prima, durante e dopo la storica gara in staffettta?

Le emozioni sono tante ed è difficile raccontarle: prima della gara cercavo di stare tranquilla, anche se nelle staffette sono sempre un po’ più tesa; dopo la mia prova ero ancora più agitata, guardavo la gara con le mie compagne e non ci potevo credere. E’ stata una prova bellissima e combattuta fino alla fine. E poi quando Karin è arrivata abbiamo festeggiato, ma sul momento non avevo ancora bene realizzato che ce l’avevamo fatta “.

Speravate nella medaglia dopo le due buone prestazioni in Coppa del Mondo?

“Sinceramente no, io non me la sarei mai aspettata, mi sembrava un sogno lontano, anche se già a Rupholding, in Coppa, eravamo effettivamente andate vicine al podio”.

 Come giudica la sua prova tra fondo e poligono?

“Non ho ancora smesso di… sparare agli uccelini, c’è tantissimo da lavorare per me sotto questo punto di vista, però per una volta, e proprio in questa gara, sono riuscita a sparare bene, pur buttando via una ricarcia a terra. Ma non è una singola prova che ti fa cambiare la mira, no…”. 

Qual’è il potenziale suo e di tutta la squadra femminile? 

“Dove possiamo arrivare non lo so, però so che siamo un bel gruppo, lavoriamo bene assieme e secondo me è un aspetto fondamentale per la crescita di tutte”. 

Come avete festeggiato?

Alla sera siamo usciti assieme, con tutti i tecnici, è stato bello perché non succede poi così spesso…”. 

E’ possibile portare tutto quello che riuscite a fare in staffetta nelle prove individuali?

“Eh sarebbe bello, ma non è’ facile. Però Karin ci è già riuscita ottenendo degli ottimi risultati quest’anno!”.