La notizia di un’apertura ad investimenti esteri da parte del club rossonero (leggi qui per ulteriori informazioni) da parte di Barbara Berlusconi, è stato il punto di forza della dirigenza milanista per dimostrare come il Milan sia un club di larghe vedute in grado di tornare ai fasti di un tempo. Sicuramente una scelta comprensibile visto le difficoltà economiche del club e che viene ben vista dagli addetti ai lavori per i numerosi vantaggi che può portare dal punto di vista del marketing e del merchandising. Quando però la stessa decisione fu presa da Moratti non tutti i giudizi furono altrettanto positivi.

Moratti (foto by Infophoto) aveva capito che per far tornare l’ Inter competitiva in Italia ed in Europa, era necessaria l’entrata in società di nuovi capitali anche a costo di dover vendere il club tanto amato. Decisione difficile soprattutto per un Presidente che, nonostante alcuni sbagli, ha sempre dato tutto per la sua squadra ed i suoi tifosi. Di critiche ne arrivarono tante vista la possibile entrata di nuove persone nel consiglio di amministrazione del club senza contare la poca fiducia che attorniava Thohir (leggi qui le sue dichiarazioni) nel momento in cui fu individuato come nuovo socio nerazzurro. I mesi hanno dimostrato come il “tycoon” indonesiano sia una persona seria ed in grado di aiutare l’Inter nel suo percorso di rifondazione, continuando a rispettare l’importanza della famiglia Moratti, mettendo a disposizione le sue capacità manageriali e di sviluppo del marchio Inter.

Il Milan invece parla di possibili capitali esteri in arrivo, senza aver ancora concretamente presentato un reale possibile investitore con la voglia di aiutare il club rossonero. Tante critiche a Moratti, poche critica alla scelta dei “cugini”. La sensazione è che i due fatti siano stati analizzati in maniera completamente diversa, nonostante le molte affinità. Vedremo se la scelta dei rossoneri si rivelerà corretta, sicuramente la realtà nerazzurra appena nata è cominciata con il piede giusto. Berlusconi vende il Milan, chi sbagliava però era Moratti…