Nella serata di mercoledì, all’indomani della defenestrazione di Sinisa Mihajlovic dalla finestra della torre più alta, Silvio Berlusconi si è sentito in dovere di spiegare la sua scelta ai tifosi rossoneri: un bel passo in avanti, per uno che negli ultimi anni si era limitato a slogan e promesse senza presupposti. In un post su Facebook, il presidente si è detto disposto ad accettare le critiche per la scelta di affidare il Milan a Cristian Brocchi, ma non quelle relative al suo disamore per i colori rossoneri. In realtà, annusando gli umori della piazza in ebollizione, l’unico modo che resta a Berlusconi per dimostrare il proprio attaccamento al club è quello di cederlo al miglior offerente, facendo calare il sipario su questo Medioevo.

E la cessione Milan, a sentire la stampa italiana unificata, è tornata a essere un’ipotesi più che concreta proprio in questi ultimi giorni. Per Gazzetta e Tuttosport, sarebbe in fase avanzata una trattativa con una misteriosa cordata sino-americana, disposta a rilevare il club rossonero per una cifra che oscilla (a seconda delle fonti) tra i 600 e i 700 milioni di euro: ben inferiore, insomma, al miliardo di euro di valutazione fatta da Berlusconi e accettata da Mr. Bee, ma sicuramente più realistica. Senza contare il fatto che del broker thailandese si sono ormai perse le tracce da mesi, e che la concretezza dell’uovo quotidiano si fa sempre preferire al pollo ipotetico del futuro. Per Gazzetta, addirittura, sarebbe in dirittura d’arrivo la firma di un accordo di esclusiva e la conseguente due diligence. Roba di pochi mesi, anche perché i capitali non devono essere raccattati in giro per l’Asia, ma sono già a disposizione.

Il fatto è che Fininvest ne ha davvero fin sopra i capelli dei buchi di bilancio del Milan; dopo i pesanti passivi delle ultime due stagioni, per l’anno in corso si prospetta un salasso ancora maggiore, dalle parti dei 90 milioni di euro. Silvio Berlusconi continua a cullare il sogno di trovare un socio che immetta denaro e gli lasci potere decisionale, ma l’illusione sta per finire: i cinesi hanno voglia di spendere (Tuttosport parla di 300 milioni subito, da utilizzare anche per ristrutturare pesantemente la squadra, e 300 milioni entro il 2018), ma non hanno alcuna intenzione di lasciare le redini in mano all’ex premier. Il quale, dunque, sarà presto chiamato a decidere: accettare l’offerta e farsi da parte gradualmente, magari mantenendo il ruolo di presidente onorario; oppure costringere il Milan ad annaspare nell’attuale, costosissima mediocrità. Se davvero ama il club come dice di fare, la risposta giusta dovrebbe essere facile.