Si è appena conclusa da Casa Milan la conferenza stampa di presentazione di Sinisa Mihajlovic come nuovo tecnico rossonero, proprio nel giorno in cui la squadra serrerà i ranghi in vista dell’inizio del ritiro. In realtà, come sempre quando c’è di mezzo lui, al centro della pista si è scatenato Silvio Berlusconi, come al solito straripante come una piena del Nilo e in grado non solo di rubare la ribalta al neotecnico, ma anche di mettere in un angolo Adriano Galliani, ridotto allo status di addetto stampa senza diritto di parola.

Eravamo convinti anche l’anno scorso di avere una squadra forte, ma poi ci siamo reso conto che, con il mancato inserimento di Fernando Torres, non eravamo abbastanza coperti nel reparto offensivo. E così siamo partiti forte con la campagna elettorale. Come? Ah, con la campagna acquisti, d’altra parte costano molto entrambe“. Ed è già spettacolo. “Abbiamo cercato Jackson Martinez, poi la richiesta è stata considerata eccessiva e abbiamo rinunciato, mirando all’altro attaccante della nazionale colombiana. Il nome è difficile da pronunciare e anche poco eufonico, così lo chiameremo Carlos. Luiz Adriano invece lo abbiamo lungamente inseguito, ha uno score realizzativo impressionante, abbiamo fatto un sacrificio per portarlo a Milano subito. Ringraziamo Bonera, Bocchetti, Rami, Muntari, ci lasciano anche Essien, Van Ginkel, Pazzini e Destro. Consegniamo a Mihajlovic una rosa di 31 giocatori che andrà ridotta per rispettare le regole di quest’anno”.

Sull’accordo con Mister Bee, Berlusconi conferma la strategia notoriamente in atto da ormai diverse settimane: “Abbiamo 240 milioni di simpatizzanti in Cina (praticamente un cinese su sei, poppanti e contadini compresi, ndr), pensiamo possa essere un mercato da sfruttare commercialmente con lo sfruttamento del marchio, l’apertura di corner commerciali, di scuole calcio, stiamo pensando anche a una catena di ristoranti italiani targata Milan“. Poi lascia (momentaneamente) la parola a Sinisa Mihajlovic, non prima di aver velatamente minacciato i giornalisti presenti: “Vi ricordo una cosa che sapete benissimo: i vostri articoli li leggono solo i tifosi del Milan, e i tifosi vogliono che del Milan si parli bene. Quando una serie di articoli che portano la stessa firma contengono solo critiche, abbiamo notato che quegli articoli non vengono più letti. Sapete come regolarvi“. Alè.

Palla a Sinisa. “È una grande soddisfazione essere qui al Milan, sono molto emozionato, è una prima volta particolare. Voglio ringraziare il presidente e il dottor Galliani per avermi scelto, ricambierò la fiducia. Non ho una storia rossonera da presentare ai tifosi, non posso trasmettere per il momento un senso d’appartenenza, ma so cosa significa affrontare il Milan da avversario: voglio trasmettere questo alla squadra, tutti devono avere paura del Diavolo, come disse il nostro fondatore Kilpin, e San Siro dovrà tornare a essere un fortino. Siamo ottimisti, come dice il presidente non esistono pessimisti che fanno grandi cose nella vita”. Silvio è compiaciuto e torna a lodare Mihajlovic. “E’ stato un grandissimo giocatore, ha grande personalità ed è molto convincente. Capisce di singoli giocatori, di tecnica, ha mostrato sempre una grande attenzione nello studio dell’avversario. Tra i tecnici disponibili la nostra scelta è caduta decisa su Sinisa. Mi sono convinto che è la scelta migliore che si potesse fare. Ibrahimovic? Se viene lo prendiamo, farebbe comodo a tutti”.

Poi è tutto un susseguirsi di bizzarre convinzioni tattico-tecniche (“Considero El Shaarawy un mediano sinistro“), di amarcord dei bei tempi felici in cui allenava l’Edilnord, della speranza di aver presto uno stadio di proprietà (“Aspettiamo la risposta di Fondazione Fiera, ma siamo ottimisti, la nostra proposta è eccellente“). C’è addirittura spazio, nel finale, per il sogno scudetto: “I tifosi devono assolutamente crederci, dobbiamo sempre partire con l’obiettivo del traguardo più alto. Secondo me questo Milan, con l’apporto di Mihajlovic, può competere con la Juventus per il titolo“. Ma l’highlight della conferenza stampa porta la firma di Mihajlovic, e arriva dopo la seconda insinuazione sul solito refrain delle ingerenze berlusconiane sulla composizione della formazione: “Io non ho paura di confrontarmi con nessuno, men che meno con il presidente, che è il più vincente di tutti. Per me è un privilegio confrontarmi con lui. Ma il confronto deve rimanere tra di noi“. E lancia un’occhiataccia in tralice a Silvio. E non c’è bisogno di alcun sottotitolo.