Cessione Milan, ora è fatta. Secondo l’agenzia di stampa AskaNews, lo stesso Silvio Berlusconi avrebbe confermato di aver ceduto il 75% delle quote del club rossonero a una cordata di imprenditori cinesi. La trattativa è ormai chiusa, “anche se serve ancora qualche mese per limare i dettagli“, come ha raccontato l’ex premier ai Comites, i rappresentanti delle comunità italiane all’estero in visita a Palazzo Grazioli nella giornata di martedì. Il costo complessivo dell’operazione sarà certamente superiore al miliardo di euro: addirittura, Berlusconi avrebbe confidato che l’importo totale sarebbe di 1,5 miliardi di euro, una cifra enorme, specialmente se rapportata alle valutazioni più frequenti da parte delle riviste specializzate (700-800 milioni di euro).

L’ingresso dei cinesi non costerebbe il posto a Barbara Berlusconi, che ha ottenuto dal padre la garanzia di rimanere in sella al club come amministratore delegato (nessuna parola, invece, per Adriano Galliani). Dietro l’interesse dei cinesi, secondo Berlusconi, ci sarebbe nientemeno che il governo di Pechino stesso, come vi avevamo raccontato lo scorso febbraiocon un ruolo decisivo nell’operazione dello stesso primo ministro“: l’obiettivo della Repubblica Popolare è quello di diventare una superpotenza nel calcio, magari per poi guadagnarsi il diritto a ospitare i Mondiali del 2026. Il primo passo di questo piano di ampio respiro, ha raccontato Berlusconi, è stato il finanziamento della Evergrande Football School, la scuola calcio più grande del mondo; il secondo passo, perlappunto, è l’acquisto del Milan, “la seconda squadra al mondo per numero di titoli”, come ha ricordato il leader di Forza Italia (e almeno l’abbiamo finita con la storia del club più titolato al mondo).

Secondo AskaNews, entro le prossime 24 ore ci sarà un nuovo incontro ad Arcore tra i Berlusconi e la delegazione di imprenditori cinesi. Il dado è tratto, nonostante le smentite di rito di Mr. Zong, e quelle che probabilmente arriveranno da parte di Fininvest. Niente Thailandia, il Milan diventa cinese.