Corsi e ricorsi storici. Nella società, nella storia, nello sport il proto-storicismo di Giambattista Vico non ha mai sbagliato di una virgola. Così a Berlino, a un centinaio di chilometri di distanza dal circuito dove 14 anni fa avvenne il tragico incidente che fece perdere entrambe le gambe ad Alex Zanardi, il pilota italiano si reso protagonista di un’ennesima prova di coraggio, grinta e tenacia.

Durante la maratona nella capitale tedesca corsa con la sua handbike infatti, Zanardi è incappato nel classico inconveniente della rottura della catena a 9 km dalla fine della gara. Alex però, come testimoniato dalle immagini delle tv tedesche, non si è certo perso d’animo e col massimo sforzo ha proseguito la gara, fino al traguardo, mani alle ruote spingendo il suo mezzo come fosse stata una carrozzina.

Sul suo profilo Twitter ufficiale il pilota e (ora) ciclista ha poi inviato un messaggio: “Per quel che Berlino ha dato alla mia vita, non avanzo nulla; sportivamente parlando, la gara di oggi reclama vendetta! Ci vediamo nel 2016!“. Un invito genuino e accorato a tutte le persone, sportive e non, a non arrendersi davvero mai di fronte alle difficoltà della vita. Un grandissimo esempio di genuina e umana forza d’animo, senza aggiungere altro.