In un convegno all’Expo di Milano sulle intersezioni tra sport, giovani e doping, è intervenuto anche Beppe Bergomi, ex bandiera dell’Inter e fino al luglio 2014 allenatore della Berretti del Como, ora commentatore di Sky Sport, e alla RSI, il canale della svizzera italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’uso e la somministrazione di alcune sostanze dopanti ai tempi in cui giocava: “A volte sono anche preoccupato per i farmaci che ho preso o che mi hanno dato“, ha ammesso ai microfoni della tv elvetica lasciando intendere che l’utilizzo di certi farmaci era cosa piuttosto comune.

Poi l’ex giocatore interista, a scanso di eventuali equivoci, ha voluto chiarire il suo intervento alla Gazzetta dello Sport, alla quale ha riferito: “Mi riferivo al Micoren: quando ho iniziato a giocare ce lo davano sempre e ci dicevano che serviva a spaccare il fiato. Poi si è scoperto che è una sostanza dopante e pericolosa“. Molti calciatori del passato come Capello e Prandelli hanno più volte denunciato il fatto di aver assunto il Micoren che è uno stimolante cardiovascolare, giudicato nocivo edi conseguenza tolto dal mercato nel 1985.

Lo “Zio” aveva fatto questo tipo di riflessione davanti alle telecamere della RSI: “Per ottenere determinati obiettivi non devi passare per determinati sotterfugi. Questa è una cosa che ho sempre cercato di inculcare nei giovani. Alcune sostanze che adesso sono doping, nel 1979-80 quando ho iniziato io, si potevano prendere. A volte sono anche preoccupato per quello che ho preso o che mi hanno dato. Oggi le società sono cresciute e danno un livello di informazione elevato. Poi penso che un giocatore debba sempre chiedere al suo medico“.

Alla Gazzetta poi Bergomi ha chiarito così: “Ho partecipato a un convegno molto interessante sul doping, e in quel momento, parlando ai giovani, mi è venuto in mente il Micoren. Quando ho parlato dei farmaci che ci davano quando ho iniziato la mia carriera da calciatore, mi riferivo proprio al Micoren, che all’epoca non era conosciuto: all’Inter ce lo davano e ci dicevano che serviva a spaccare il fiato, poi, anni dopo, si è scoperto che è una sostanza pericolosa. Il Micoren lo davano a tutti e in tutte le società“. Proseguendo: “L’ho detto per lanciare soprattutto un messaggio ai giovani: noi all’epoca eravamo più ingenui, dovevamo invece essere più attenti e più pronti a chiedere informazioni alle società su quello che prendevamo. Oggi invece i ragazzi devono puntare su un sano allenamento, devono sempre chiedere informazioni su tutto quello che gli viene dato e devono puntare su una sana alimentazione. Noi quel Micoren lo abbiamo preso ingenuamente, perché ci dicevano che ci aiutava“.

La preoccupazione dell’ex difensore dell’Inter e della Nazionale “era una considerazione di carattere generale – sottolinea -: io sto bene, tranquilli. Ho pensato alle conseguenze, che ancora non conosciamo, che potrebbero esserci per aver preso quei farmaci. E poi ci sono i tanti casi di Sla tra i calciatori per i quali ancora non si riesce a trovare una spiegazione. Non alludevo a nulla di specifico: è una paura in senso generico“.