Un vero sportivo deve mantenere un comportamento esemplare. Se non lo fa, per lui non c’è posto nella Francia“. Così il primo ministro transalpino Manuel Valls è intervenuto a piedi uniti (è il caso di dirlo) su Karim Benzema, per la sua posizione sempre più scomoda all’interno del caso Valbuena, il giocatore dell’Olympique Lione ricattato a causa di un suo presunto sextape e che il centravanti del Real Madrid avrebbe provato a manipolare per far sì che l’estorsione andasse a buon fine. Benzema è stato iscritto nel registro degli indagati per “complicità in tentato ricatto e partecipazione ad associazione a delinquere”: non proprio due capi d’accusa leggeri, soprattutto quando si è un calciatore multimilionario. “Se fosse un ministro a essere indagato non potrebbe far parte del governo“, ha concluso Valls, dimostrando di non aver ben chiaro cosa succede in Italia.

Tuttavia, secondo l’avvocato di Benzema, questa non è l’unica cosa che il premier francese non maneggia con disinvoltura. “E cosa ne pensa Valls della presunzione di innocenza?“, si chiede, non senza ragioni, Alain Jakubowicz. “Si sta svolgendo una sorta di processo mediatico e il primo ministro vuole decidere a proposito di una vicenda della quale non sa assolutamente nulla. Domani sarà la volta di Hollande? Cerchiamo di riportare la cosa alle giuste proporzioni“, chiosa Jakubowicz. Anche Rafa Benitez, tecnico del Real Madrid, si è schierato senza esitazioni dalla parte del proprio giocatore. “Lo sostengo dal punto di vista personale e sono contento di poterlo allenare. Per noi è fondamentale e io lo ritengo un ragazzo fantastico, ha tutto l’appoggio mio e del club“.

Chi si trova ben distante dalla trincea di Benzema è l’unica vittima accertata di questa storia squallida, ovvero Mathieu Valbuena. Inizialmente aveva sostenuto il compagno di nazionale, arrivando anche a postare su Facebook una foto che li ritraeva abbracciati, ma la sua opinione è radicalmente cambiata con l’aggravarsi della posizione di Benzema: “Non si può difendere l’indifendibile“, ha dichiarato nel corso di un’intervista a Le Monde, “una cosa del genere non l’avrei fatta nemmeno al mio peggior nemico. Sono molto deluso, io rispetto tutti, ma lui mi ha preso in giro“. Non la migliore delle atmosfere possibili, per il cittì Didier Deschamps, a pochi mesi dall’Europeo casalingo.