Rafa Benitez (foto by Infophoto)tecnico del Napoli, è stato il gradito ospite di “In casa Napoli”, trasmissione che va in onda ogni lunedì sera sul canale televisivo campano PIUENNE.

Il mister ha commentato con gli ospiti in studio ed alcuni tifosi intervenuti nel programma l’altalena di risultati che da qualche gara a questa parte attanaglia la compagine partenopea.

I dubbi e i quesiti si sono focalizzati soprattutto sul match con l’Atalanta (per la cronaca della gara clicca qui), che ha visto la sconfitta della formazione campana per opera della Dea e gli errori grossolani di alcuni giocatori azzurri.

“Difficile analizzare una partita persa 3-0. Il primo tempo è stato controllato dal Napoli, ma nel secondo alcuni episodi ci hanno condannato. Difficile cambiare le cose quando arriva il terzo goal. Dopo la gara vari  giornalisti ed esperti mi hanno chiesto se fossi stato condizionato dalla sconfitta della Fiorentina, ma garantisco che non è così. Io penso alle varie competizioni e a gestire la rosa. La partita è stata giocata su di un campo caldo e per me è andata bene fino ad un certo punto, poi è successo quel che è successo. Noi vogliamo vincere tutte le partite, il nostro atteggiamento è giocare per vincere, anche per allungare le distanze da chi ci insegue. Purtroppo dopo il primo goal è cambiato tutto. E a chi mi chiede se pensi all’Europa League o alla Coppa Italia, rispondo che ci penso come penso a tutte le gare. Dobbiamo sfruttare la rosa e competere per qualcosa”.

Si è parlato del momento di flessione della squadra e del mercato del Napoli (per approfondimenti clicca qui), ma Benitez è davvero soddisfatto?

Il tecnico a tal proposito ha risposto: “Momento involutivo? Noi abbiamo perso giocatori importanti e di conseguenza gli altri devono giocare più partite. Noi analizziamo ogni match e vediamo cosa cambiare o meno. Non posso condannare un giocatore per un episodio. Non posso e non voglio. Per me la squadra può fare bene, inoltre torneranno anche Hamsik e Behrami. Con l’Atalanta la fase offensiva è stata svolta nel modo migliore ma era difficile trovare spazio, mentre quella difensiva ha problemi ma può migliorare. Dobbiamo imparare a creare di più fin dall’inizio del match, e quando mi si parla di bilancio voglio farlo a fine campionato. Sul mercato abbiamo comprato Henrique, un difensore centrale con velocità, e un terzino. Abbiamo preso Jorginho. Non posso dire nulla, anche perché De Laurentiis ha sempre fatto un certo tipo di discorso: lui vuole una squadra internazionale. A gennaio non puoi spendere tanto per certi calciatori. Puoi anche trovare gente che non viene perché magari preferisce terminare il campionato o le competizioni internazionali con la squadra cui appartiene. Spesso mi hanno parlato del modulo, ma credo che un giocatore debba sapere cosa fare sul campo a prescindere da come giochi l’avversario”.

Riguardo alla decisione di tenere Jorginho fuori dall’Europa League (per ulteriori approfondimenti leggi qui), lo spagnolo ha risposto che la sua è stata una scelta obbligata dalla normativa Uefa, mentre in vista della sfida con la Roma ha anticipato che la compagine darà il massimo ma che Behrami non sarà ancora schierato.

In studio è stata avanzata qualche critica alla preparazione degli azzurri, immediatamente rispedita al mittente: “Io sono una persona pacata che analizza le cose. Lo faccio per dare sicurezza alla squadra. A me dispiace quando non vinciamo, soprattutto per i tifosi napoletani. Il prossimo anno faremo ancora meglio, ma garantisco che già adesso daremo il massimo fino alla fine. Noi pratichiamo l’80% del lavoro con la palla, il 20 senza. Per intensità, scatti e tanto altro ritengo che quella con la Lazio sia stata la miglior partita. I ragazzi lavorano tanto e vogliono provare a vincere qualcosa. Per quest’anno è difficile puntare allo scudetto ma abbiamo ancora tante partite fino alla fine. Vedremo il campionato e le varie competizioni dove ci porteranno. Intanto adesso abbiamo la Roma, ed è un’opportunità per cambiare le cose. Lì sapremo dove siamo e dove vogliamo arrivare”.

Dall’ambito prettamente tecnico si è poi passati a domande più leggere, inerenti gli interessi e la vita privata dell’allenatore. Benitez vede in Arrigo Sacchi il suo punto di riferimento, stima il compianto Aragones per aver cambiato il calcio spagnolo. Ama la pizza e gli piacerebbe in futuro essere il tecnico della Nazionale spagnola. Si sente un po’ napoletano perché c’è tanta Spagna a Napoli, e a chi gli ha chiesto se volesse fare da testimonial per le bellezze artistiche partenopee, lui ha risposto: “Devo concentrarmi sul calcio. A me piace vincere le partite, ma se avessi un po’ di tempo non ci vedrei niente di male. E’ importante che all’estero Napoli sia conosciuta soprattutto per quello: i suoi monumenti e le sue bellezze architettoniche e archeologiche”.

A cura di Maria Grazia De Chiara