All’Allianz Arena, una Juventus irriconoscibile s’inchina al cospetto di un Bayern Monaco maestoso, che vince per 2-0 al termine di un match dominato praticamente senza interruzione. Di Alaba e Muller (quanto di Buffon, ahinoi) le reti che hanno deciso l’incontro, ma considerata la performance da parte dei campioni d’Italia, subissati in tutti gli aspetti del gioco a partire da quello atletico e mentale, c’è quasi da essere contenti: al ritorno servirà sì un’impresa epocale, ma siamo pur sempre nel campo della fisica e non della metafisica, e questo è già qualcosa.

Neanche il tempo di dire “bratwurst” che il Bayern è già in vantaggio: Alaba calcia da 35 metri, una leggera deviazione di Vidal produce una traiettoria imponderabile e il pallone, apparentemente innocuo, s’infila alla sinistra di un Gigi Buffon in evidente ritardo. Partenza che tramortirebbe un bisonte, eppure la Juve reagisce con personalità, costringendo sulla difensiva i bavaresi e facendo venire qualche brivido a Neuer con un paio di conclusioni dalla distanza di Pirlo e Vidal. Poco prima del quarto d’ora, la svolta tecnica del match: l’arma tattica di Heynckes su Pirlo, Toni Kroos si fa male, al suo posto entra Robben. Paradossalmente, il cambio obbligato sembra liberare il Bayern Monaco, che con l’olandese in campo rompe ulteriormente gli indugi: il pressing alto diventa insostenibile e per mezz’ora si assiste a un autentico soliloquio dei vicecampioni d’Europa, trascinati da un Ribery a tratti incontenibile. I bianconeri vanno in confusione totale, con la cerniera Vidal-Pirlo-Marchisio, storia e gloria della Juve di Conte, cucinata dai sontuosi Luis Gustavo e Schweinsteiger, con il prezioso aiuto di Muller uno e trino. E così, l’unico elemento positivo, da qui fino alla fine del primo tempo, è che le cicale bavaresi non chiudono la contesa, nonostante le almeno cinque occasioni limpide create, con Robben in vetta (come al solito) nella speciale classifica degli spreconi.

Chi si aspetta una reazione veemente della Juventus al ritorno in campo rimane deluso, ma quantomeno i bianconeri sembrano usciti dallo stato di trance e oppongono una resistenza più ordinata. La solfa non cambia granché, tuttavia, e dopo un paio di interventi non complicati di Buffon sul trattore Mandzukic e su Alaba, il Bayern raddoppia: Gigi respinge non perfettamente un pallone calciato da Robben, il centravanti croato aggancia e serve il liberissimo Muller per il più elementare degli appoggi a porta sguarnita (foto by InfoPhoto). Il 2-0 bavarese ha anche il sapore della beffa, perché giunto proprio quando Conte stava per effettuare il doppio cambio Vucinic & Giovinco per gli inguardabili Matri & Quagliarella. In effetti, anche in virtù di un comprensibile calo dei padroni di casa, gli ultimi 20’ scorrono via con meno patemi d’animo e perfino con un’ottima occasione da rete per Vidal (ammonito, salterà il ritorno come Lichtsteiner). Ma allo scadere è Buffon a doversi far perdonare, almeno in parte, la serata da tregenda, con un grande intervento ancora su Muller. Il 3-0 avrebbe fatto calare il sipario sulla qualificazione: così, resta aperto uno spiraglio sottile. Ma ci vorrà tutta un’altra Juve e forse tutto un altro Bayern.