In Bundesliga viaggia a gonfie vele il Bayern Monaco di Pep Guardiola che, nell’ultimo turno di campionato, nonostante le numerose assenze, si è sbarazzato facilmente, per 2 reti a zero, dell’Augsburg, club rivelazione dello scorso anno (entrato addirittura in Europa League) che però nell’attuale stagione sta incontrando parecchi problemi di gioco e risultati, stazionando in 14a posizione, insieme all’Eintracht Francoforte, a un solo punto dalla zona Spareggi. I bavaresi continuano la loro marcia verso il quarto titolo consecutivo (il loro 26° MeisterSchale) a 8 punti di distanza dal Borussia Dortmund, risorto dopo il passaggio di consegne tra Klopp e Tuchel.

Ora però il Bayern deve misurarsi con una delle realtà più forti e più in salute d’Europa: la Juventus. I bianconeri volano sulle ali euforiche delle 15 vittorie consecutive ottenute in campionato e, dopo la finale raggiunta lo scorso anno con il Barcellona, hanno un conto in sospeso con la Champions League (e con lo stesso Bayern che nell’edizione 2013-2014 sconfisse i bianconeri di Conte nei quarti di finale Champions con un duplice 2-0). La sfida è di quelle super e lo stesso Guardiola ha confessato alla stampa tedesca di essere preoccupato dalla Signora, anche a causa dell’emergenza in difesa:

“La Juve è una delle squadre più forti d’Europa e purtroppo dovremmo affrontarla in assoluta emergenza. In campionato nelle ultime due partite ho dovuto giocare senza difensori centrali e nella mia carriera mai mi ero spinto così tanto. Spero che contro i bianconeri recupereremo qualche difensore ma sarà dura giocare senza centrali di ruolo. Ma lo spirito della squadra è la cosa più importante adesso”.

Sicuramente Allegri, uomo dotato di eccellenti doti raziocinanti e di sano pragmatismo, sa come tramutare l’euforia del successo in fame di vittorie e in concentrazione da prestazione, come ha sempre dimostrato dal suo arrivo a Vinovo. Tutti elementi che derivano da un’etica del lavoro, da un’umiltà invidiabile, dal rispetto dell’avversario (e in questo caso più che mai) ma anche dalla consapevolezza dei propri mezzi e della propria forza.