Il destino del Barcellona si è compiuto, definitivamente e senza possibilità di smentita, una sera di fine aprile all’Allianz Arena, dove uno sciame sismico sotto forma di Bayern Monaco ha disintegrato ciò che resta della squadra costruita da Rijkaard e resa imperiale da Guardiola: 4-0 il risultato finale per i bavaresi (foto by InfoPhoto), che, grazie a una prestazione collettiva di inaudita intensità (e al cinismo di quel campione sgraziato che è Thomas Muller, due gol e un assist per lui), hanno letteralmente schiantato Messi, irriconoscibile, e compagni, trasformando de facto il ritorno del Camp Nou in una cerimonia d’onore per il passaggio di consegne.

Difficile stabilire se sia più sintomatica la prova della Pulce Mannara, zoppo e impotente come il Ronaldo della finale mondiale del 1998, o il fatto che le uniche palle gol confezionate dai blaugrana siano finite sui piedi sgraziati del giovane Batra, peraltro su due azioni di calcio d’angolo, non esattamente la specialità della casa. Per la prima volta da anni a questa parte, il Barcellona è stato subissato sul piano filosofico ancor prima che atletico e tecnico. Perso, aveva già perso altre volte e anche meritatamente, ma la sconfitta era sempre stata figlia del machiavellismo dell’avversario, oltre che di una performance incolore o distratta dei catalani. Questa sera, invece, il tracollo è stato completo, totale: gli stessi aggettivi che combaciano alla perfezione con il gioco del Bayern Monaco, squadra apparentemente senza punti deboli.

Certo, come spesso accade ai regnanti defenestrati, non mancano le tracce del tradimento. Il secondo e il terzo gol dei bavaresi, siglati da Gomez e Robben, sono stati viziati entrambi da irregolarità evidenti: fuorigioco del centravanti nel primo caso, clamoroso blocco falloso di Muller su Jordi Alba nel secondo. E questo va detto, così come non si è mancato, in passato, di sottolineare il credito con la buona sorte (arbitrale) che il Barcellona aveva maturato nel corso degli anni. Questo, naturalmente, non cambia di una virgola il concetto che emerge dalla notte dell’Allianz Arena: il Bayern Monaco è al momento la squadra migliore d’Europa e l’indimenticabile ciclo del Barcellona, quello di cui continueremo a parlare negli anni a venire come si è parlato di quello dell’Ajax del calcio totale e del Milan di Sacchi, è irrimediabilmente giunto alla conclusione, che è stata violenta e bruciante come si conviene ai tiranni.