NEW YORK – Resta sempre valida l’unica certezza da due anni a questa parte, ovvero Miami, con LeBron James, al 99%, andrà a conquistare il secondo titolo NBA consecutivo, il terzo in assoluto,nel prossimo giugno. Ma certo le sorprese non sono mancate in questi Playoff 2013, giunti alle Finali di Conference: a ovest sono saltate le teste di serie n.1, 3 e 4, a est la n.2 e la n.4…

Nella foto InfoPhoto, da sinistra, Roy Hibbert e Paul George degli Indiana Pacers.

Questi gli accoppiamenti (tra parentesi la posizione nel ranking playoff a inizio post season):

EASTERN CONFERENCE:

(1) Miami Heat-(3) Indiana Pacers

WESTERN CONFERENCE

(2) San Antonio Spurs-(5) Memphis Grizzlies 1-0 (105-83 in gara1).

La possibilità di vedere Miami contro Indiana nelle finali a est era ampiamente contemplata. Indiana, già protagonista ai playoff un anno fa, è squadra giovane, dal potenziale enorme, completa, con notevole talento sotto canestro, dalla grande forza fisica e in possesso di una buona batteria di esterni. Potrebbe addirittura raccogliere, nel giro di un paio di stagioni, l’eredità degli stessi Heat, a est, se saprà gestire bene il ritorno di Granger, (ora che George è diventata una star), operare con un po’ di intelligenza sul mercato e soprattutto far crescere i numerosi prospetti di cui dispone. Certo, dopo la sfida in semifinale di conference con New York, vinta dai Pacers 4-2, si conferma una regola non scritta dell’NBA: la post season è molto diversa dal resto della stagione. Per fare strada nei playoff servono grande fisicità, lunghi che sappiano difendere il canestro e dominare a rimbalzo, panchina solida, grande difesa, capacità di produrre ottime prestazioni in pochi giorni, quindi di recuperare in fretta dagli sforzi fisici.

Carmelo Anthony, ala dei Knicks, che ora verrà etichettato ancora una volta come l’eterno perdente (ha giocato, al massimo, una finale di Conference, con Denver, anche se ha conquistato un titolo NCAA a Syracuse, nel suo unico anno di College) è in realtà un fuoriclasse immenso, un solista straordinario, un tiratore unico. Probabilmente, inserito in un altro contesto (per esempio, San Antonio) sarebbe un’arma letale inarrestabile. Per come gioca questa New York, però, di più anche “Melo” non poteva fare. E’ stato lui a portarla per la prima volta negli ultimi 13 anni al secondo turno dei playoff e, se vogliamo, a due partite dalla Finale di Conference, che manca appunto dal 2000. Ma nella post season vige la regola di cui sopra, per cui New York, con la sua matrice perimetrale e una notevole differenza fisica (in negativo) nei confronti di Indiana, ha dovuto salutare in anticipo la Lega rispetto alle potenzialità indicate dalla testa di serie (n.2, a est). Una squadra che vive o muore con il tiro da tre (per quanto il gioco sia notevolmente cambiato rispetto a 25 anni fa e molte squadre ormai costruiscono il loro attacco con il tiro da fuori) non ha possibilità di vincere, nell’NBA, perché così dice la storia.

Indiana è destinata a perdere contro Miami (che, a parte gare 1, persa, e gara 5, vinta soffrendo in casa, non ha poi incontrato troppe difficoltà a superare i super acciaccati Bulls 4-1 in semifinale), ma può conquistare due partite, almeno, e mettere in difficoltà gli Heat, debolucci anzichenò sotto canestro, con Hibbert, West e in generale con la sua notevole fisicità e freschezza atletica.

Pronostico: Miami Heat-Indiana Pacers 4-2.

Sfida intrigante a Ovest: Memphis (che ha sconfitto nettamente, 4-1, i Thunder di Durant, penalizzati notevolmente dalla perdita di Westbrook), per la prima volta nella sua storia (nata a Vancouver) ha raggiunto l’ultimo atto a Ovest, gli Spurs (4-2 alla grande sorpresa della post season, Golden State), sono invece alla loro ottava Finale di Conference (con quattro titoli vinti, 1999, 2003, 2005, 2007), dalla stagione 1997-1998, cioè da quando è sbarcato nell’NBA, proveniente da Wake Forest, Timoty “Tim” Duncan. Le due squadre si erano già affrontate, in post season, due anni fa, ma al primo turno, e i Grizzlies spazzarono via a sorpresa, in sei partite, Tony Parker e compagni, che avevano realizzato il miglior record all’ovest, in regular season. Particolare da non sottovalutare, perché le due franchigie non sono cambiate poi molto, da allora.

Anche qui il fattore chiave sembra essere sotto canestro: Marc Gasol (eletto miglior difensore dell’anno) e Zach Randolph possono fare la differenza a rimbalzo, in difesa e anche in attacco; inoltre, hanno i Grizzlies hanno il fattore Conley, esploso in questi playoff come superstar, grazie anche ai 7,6 assist a partita, il migliore tra i giocatori rimasti . D’altro canto, però, non si vede chi, tra le fila di Memphis, abbia sulla carta le armi per fermare Parker, che sta viaggiando a 22,2 punti e 8,3 di assist di media, nonostante i guai al polpaccio sinistro. Morale: la serie potrebbe anche finire alla settima partita, con gli Spurs favoriti se non altro dal fattore campo. Le due squadre si sono equamente spartite le 4 sfide in regular season, con il team di casa che ha sempre vinto. Due partite sono finite al supplementare.

Pronostico: San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 4-3.

Un grande in bocca al lupo, per il futuro, a Marco Belinelli, che è stato protagonista nei playoff 2013 con la maglia dei Chicago Bulls, primo italiano a raggiungere il secondo turno della post season.