Il comunicato da parte dei Philadelphia 76ers apparso sul sito ufficiale della franchigia ha gelato il sangue agli appassionati di basket di tutto il mondo dando la triste notizia della tragica scomparsa all’età di 60 anni della leggenda Nba Moses Malone. Sono tuttora ignote le circostanze e la causa del decesso (si sospetta un malore improvviso) ma la polizia ha confermato che il corpo dell’ex giocatore è stato rinvenuto in una stanza d’albergo a Norfolk, in Virginia.

Inutile dire che con Malone non se ne va soltanto uno dei più grandi cestisti della galassia pallacanestro ma anche un significativo pezzo di storia dell’Nba, quello forse più romantico e nostalgico, a cavallo tra i seventies e gli eighties, quello abitato da altre incommensurabili leggende come Kareem Abdul-Jabbar, Larry Bird, Julius Erwing, Magic Johnson, nello sciabordio dei ricordi vintage tra pantaloncini cortissimi e linoleum impregnati di sudore.

Decisamente tra i migliori della Storia del basket con la “S” maiuscola, impareggiabile in post basso e probabilmente miglior rimbalzista di tutti i tempi, Moses Eugene Malone, centro di 208 cm, aveva iniziato la sua carriera di giocatore nel team del college di Petersburg per poi passare nella stagione ’74/”75 negli Utah Stars il suo anno da rookie. Le sue impressionanti medie ai punti e ai rimbalzi gli consentirono ben presto di approdare negli Houston Rockets dove nel 1977 raggiunse le finali di Conference. Nel 1979 Malone vinse il titolo di MVP ottenendo la prima inclusione nel primo quintetto ideale. Nel 1981, al culmine di una stagione da favola, Malone guidò i Rockets fino alle mitiche Finals, dove vennero però sconfitti dai Boston Celtics in sei gare.

Nell’82 ancora una svolta nella carriera di Malone, che giunge in un team ancora più forte: i Philadelphia 76ers di Erwing e Cheeks. Il suo impatto con la franchigia della Pennsylvania è talmente forte che nella stagione ’82/’83 i 76ers, guidati da coach Billy Cunningham, vincono tutto umiliando nelle Finals con un roboante 4-0 i leggendari Los Angeles Lakers dello showtime. E per Malone altro titolo MVP messo a referto. Ancora tante peregrinazioni in Nba fino alla data del ritiro avvenuto con i San Antonio Spurs nel ’95. Nel 2001 viene iscritto nella Naismith Hall of Fame, tributo minimo per un essere mitologico, più che un giocatore, di tale calibro. “Take us to the Promised Land, Moses”, le leggende non muoiono mai.