ROMA - Una è la squadra che stabilito la striscia vincente più lunga nella storia della pallacanestro italiana (sei titoli consecutivi), ma che aveva anche iniziato (si pensava…) un nuovo ciclo e sembrava destinata a lasciare spazio a Milano… ; l’altra è una compagine che ha rischiato di non iscriversi nemmeno al torneo, che ha speso un “solo” milioncino previsto dal budget (molto meno di altri presunti squadroni), che avrebbe dovuto salvarsi e ridimensionarsi dopo anni di “vacche (economiche) grasse” a fronte di zero risultati sul parquet. Morale: Roma e Siena si giocano la Finale scudetto della serie A maschile, replay di quella del 2008 (ma con roster MOLTO diversi da allora), dopo aver chiuso la regular season rispettivamente al terzo e quinto posto. Giusto così per quanto si è visto nei playoff, ma chi l’avrebbe mai detto l’estate scorsa, ovvero poco meno di un anno fa?

La Montepaschi può diventare la quarta squadra nella storia dei playoff a vincere il Tricolore partendo dalla posizione n.5 del tabellone, quindi con il fattore campo sfavorevole nei quarti e in semifinale (e in questo caso anche in Finale…). L’ultima a riuscirci fu la Milano di Bodiroga, Gentile e Blackman, nel 1996, allenata da Tanjevic (e l’assistente era Marco Crespi, attuale vice di Luca Banchi, tecnico della Montepaschi…). Da allora lo Scudetto è sempre stato conquistato dalla n.1 o 2 della regular season; Roma non vince il titolo dal 1983 (con Bianchini allenatore), dall’anno della Finale scudetto, con la Milano di Peterson, che batté ogni record di spettatori…

L’Acea può mettere sul piatto della bilancia freschezza e imprevedibilità, Siena esperienza e panchina lunga. Tutti gli addetti ai lavori sostengono che la Montepaschi abbia l’uomo giusto per fermare Datome, ovvero Moss, mentre nessuno potrà limitare Hackett (ma è tutto da dimostrare, ovviamente). Interessante resta il fatto che da oltre 20 anni una Finale Scudetto non vedeva come protagonisti principali, almeno sulla carta, due giocatori italiani, Datome e Hackett, appunto. Siena ha vinto gli ultimi sei scudetti consecutivi, Roma non gioca una Finale da 5 anni.

Entrambe, si è detto, hanno saputo andare oltre i pronostici: a casa Montepaschi sembrava essersi chiuso un grande ciclo, con la rifondazione tecnica a scontrarsi anche con  i problemi del Monte dei Paschi, che aveva fatto della Mens Sana la compagine più ricca e vincente d’Italia.  Roma ha raggiunto il miglior risultato degli ultimi 5 anni tagliando drasticamente i costi dopo aver minacciato di non iscriversi al campionato. Ma allora i soldi non fanno la felicità, nello sport? Almeno non sempre… Dei giocatori presenti nel roster 2011-2012, l’unico rimasto è stato Gigi Datome, trasformatosi nell’MVP del campionato. E che dire dei due allenatori, Banchi, di Siena, e Calvani, di Roma, destinati a lasciare le attuali panchine (chissà poi perché)?

Difficile azzardare un pronostico: esperienza (Siena) o freschezza atletica (Roma)? L’Acea può trovare un match-winner diverso a ogni gara: Goss (partito dalla Lega2 e top scorer assoluto delle semifinali scudetto, con 17 punti di media, 13.6 in totale nei playoff), con le sue penetrazioni, Datome con l’arresto e tiro o in uscita dai blocchi, Jordan Taylor, Bobby Jones, Lawal, atleta strepitoso che sa farsi sentire sotto canestro. La panchina di Siena potrebbe invece fare la differenza: i “bombardieri” sono Bobby Brown (nella foto InfoPhoto) e Daniel Hackett, due che ci sono sempre quando conta. Bobby è il top scorer della post season (e lo è già stato in Eurolega…); Daniel ha giocato le sue migliori partite in gara 7, sia con Milano che con Varese. Moss può essere l’ago della bilancia in difesa e, con le triple alla Stonerook, in attacco. E’ anche vero, però, che Siena arriva da due serie sfiancanti e tirate, andate alla settima partita. Se si allunga la serie, la freschezza atletica degli uomini Acea potrebbe fare la differenza. Infine, entrambe le squadre, pur avendo sofferto molto in semifinale, hanno vinto le rispettiva gare 7 soffrendo però meno del previsto: Roma, 89-79 su Cantù, nell’unica gara dominata dell’intera serie… ; Siena 82-69 a Varese, sul campo della dominatrice della regular season.

L’Acea arriva in finale senza le star del 2008 (forse), ovvero Hawkins, Lorbek, Ukic e Repesa in panchina). Ma con dei giocatori affamati e convinti delle proprie possibilità, Datome su tutti (e i Boston Celtics lo vorrebbero portare in NBA…). Avrà il vantaggio del fattore campo, nel piccolo PalaTiziano, dove manca l’aria condizionata e l’ambiente è “bollente” anche per i tifosi. E c’è un posto in Eurolega che aspetta i biancorossi, comunque andrà l’ultimo atto.

La Montepaschi si è aggrappata all’incredibile capacità di alzare vertiginosamente il proprio rendimento nel momento più difficile/importante, di Daniel Hackett, italiano d’America da Southern California, che a 25anni raggiunge la prima finale scudetto della carriera. In gara 7 aveva segnato 25 punti a Milano, si è ripetuto a Varese 23 (cui ha aggiunto 7 assist e 4 recuperi!). Oltre a lui si può contare sulla classe di Brown, la difesa di Moss, la scienza di Ress, la lucidità di Carraretto. E ha già vinto la Coppa Italia… Certo, ha trovato Varese senza Bryan Dunston nel momento decisivo, probabilmente il miglior straniero del campionato. Ma ovviamente non è colpa della Montepaschi

Sono stati playoff fin qui bellissimi, e se si dovesse andare a gara 7 anche in Finale, probabilmente verrebbero ricordati come i migliori di sempre: 3 gare 7 su quattro nei quarti, due su due in semifinale, con il miracolo di Sakota a Siena, per Varese, in gara 6, a 62 centesimi dalla sirena; e il 74-69 di Roma a Cantù, sempre in gara6, ma dell’altra serie, quando non ci credeva più nessuno, con i brianzoli avanti di sette punti nel primo quarto e di otto a inizio secondo.

Varese ha disputato una stagione molto al di sopra delle aspettative, dominando la regular season e agguantando una finale (pur persa) di Coppa Italia; si è arresa, a gara 7, alla squadra che ha vinto gli ultimi sei scudetti consecutivi; Cantù, al termine di una stagione molto travagliata e piena di alti e bassi, porta a casa comunque una Supercoppa italiana e  può godersi una splendida cavalcata nei playoff, con una meravigliosa gara 7 vinta a Sassari, nei quarti, sul campo della seconda classificata in regular season. Entrambe queste compagini meritano un applauso per l’orgoglio sempre dimostrato.

Gara 1 della Finale Scudetto va in scena questa sera alle 20.15, martedì 11 giugno.

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