MILANO - Un match senza storia che entra nella storia. Una di quelle notti… Una di quelle notti che non si dimenticano. Nel giorno del 78° anniversario della sua fondazione, l’Olimpia si regala una notte d’altri tempi nelle Top16 di Eurolega 2013-2014. Domina i bicampioni d’Europa, infligge all’Olympiacos la prima sconfitta della sua stagione europea dopo 11 vittorie (14 contando la stagione passata), esegue in attacco, lotta, difende come raramente si è visto fare in Europa a dispetto dei problemi di falli di David Moss e dell’assenza dell’ultima ora di Alessandro Gentile (crisi intestinale) che costringe Coach Luca Banchi a rivedere il piano gara. La corsa verso un posto nelle migliori 8 resta in salita, ma anche le quotazioni della formazione lombarda si sono impennate nelle ultime settimane e, un passo per volta, un posto nelle Final Four in casa da utopia viene declassato ad apparente miraggio. Non sempre enteranno i tiri entrati contro Spanoulis e compagni, no (molti forzati, ma a un certo punto la squadra era in “trance agonistica”), bisogna ripartire dall’intensità difensiva vista sul parquet del Forum. Deve diventare la base per costruire qualcosa di grande in stagione.

Keith Langford gioca una partita mostruosa, la cui fotografia è la palla che ruba subito a Spanoulis per due punti facili in contropiede. Gani Lawal è il signore dell’area. Bruno Cerella difende per quattro quando in campo non c’è Moss, Curtis Jerrells è chirurgico. Melli timbra di stoppate la sua partita e Daniel Hackett è una presenza su ambedue le estremità. Finisce in goleada, il pubblico a cantare “Tanti Auguri Olimpia” e a improvvisare la ola. 81-51 il finale.

IL PRIMO TEMPO – L’Olimpia parte meglio, segna cinque punti veloci Langford sui quali ne costruisce altri cinque anche Hackett (7 nel primo quarto), ma poi arrivano palle perse banali e qualche fallo. L’Olympiacos fa pesare la sua forza fisica, esegue bene qualche possesso, ruba qualche situazione e va avanti 21-16 alla fine del periodo quando Sloukas dopo una palla rubata, sulla sirena, fuori equilibrio trova fortuna e canestro. Ma nel secondo quarto, l’avvio dell’EA7 è veemente. Bruno Cerella si tuffa in terra per rubare palla, poi Langford fa seguire ad un suo rimbalzo d’attacco un canestro dall’angolo con il quale scollina in doppia cifra e porta l’Olimpia avanti 25-24. Il parziale prosegue, segna Wallace in mezzo gancio e Langford ancora da tre per il 30-24. L’Olympiacos però è troppo scaltro per subire l’onda. Coach Bartzokas chiama time-out, Spanoulis spezza in due la difesa, segna in lay-up, poi in contropiede Lojevski firma un gioco da tre punti, Spanoulis appoggia ancora ed è 7-0 per il nuovo sorpasso Olympiacos. Ma l’Olimpia lotta, risponde, spara a sua volta un 7-1 di parziale, con una combinazione stoppata-schiacciata di Gani Lawal e una tripla di Jerrells. A 6″ dalla sirena, Langford prende fallo sul tiro da tre, dalla linea fa 2/3 e firma il massimo vantaggio sul 39-32.

IL SECONDO TEMPO – Il secondo tempo parte con un canestro di Printezis, ma poi è la difesa dell’Olimpia a dominare fino a forzare Bartzokas al time-out dopo neanche tre minuti, con canestro di Langford, tripla di Hackett per il 46-34 EA7 che diventa un +14 quando Hackett intercetta un passaggio per Spanoulis e va a schiacciare a metà del terzo periodo. Cerella in contropiede segna il +16 dopo una stoppata di Lawal e un’altra di Melli su Dunston. Langford da tre estende il vantaggio a 19 punti e vola oltre i venti. Quando Curtis Jerrells gioca con il cronometro e sulla sirena segna da tre, l’Olimpia va 63-40 alla fine del terzo dopo aver tenuto l’Olympiacos a otto punti. Ma la difesa dell’Olimpia non accenna a fermarsi anche con Moss carico di quattro falli e Melli con tre, mentre Cerella difende come un ossesso, poi mette anche una bomba e per oltre cinque minuti l’Olympiacos non segna neppure nel quarto periodo. Qui l’Olimpia va in modalità showtime, anche a +30, sul 70-40, anche + 34, e il pubblico in delirio. Negli ultimi cinque minuti – incredibile ma vero, e anche Hackett incontro a problemi di falli – diventa una questione solo di scarto finale. Un compleanno memorabile per l’Olimpia.

E’ una serata speciale, sul 76-42 la memoria torna a un +34 dell’allora Tracer a un’latra squadra greca, l’Aris Salonicco, che lanciò la corsa della stagione 1986-87 e al second successo nell’allora Coppa Campioni. Erano altri tempi, ma ora come allora una scintilla può essere la miccia che innesca un grande amore. E già domenica è annuniciato il tutto esaurito al Forum per l’arrivo dei sette volte campioni d’Italia di Siena. Si ripartirà da 0-0, ma il segnale che dall’Europa Milano manda all’Italia è più che mai eloquente.