CLEVELAND (Ohio, Stati Uniti) – Dopo aver ribaltato ogni pronostico stilato ad aprile 2013, uscendo da una stagione fallimentare (2012, 68 vinte, 94 perse), approdando, invece, a una fantastica, 92-70, grazie anche all’arrivo di un manager vincente come Terry Francona; dopo aver chiuso il mese di settembre con il miglior record dell’intera lega (21-6, primato assoluto di Franchigia) e ribaltato decine di partite iniziate male da maggio in poi, ebbene, dopo aver fatto tutto questo, il sogno dei Cleveland Indians di fare strada nei playoff si è dissolto in poco più di tre ore proprio in casa, al Progressive Field: la Wild Card  dell’American League, infatti, è  andata ai Tampa Bay Rays, che la post season l’avevano invece agguantata all’ultimo “respiro” possibile, vincendo contro Toronto, lontano dalle mura amiche, nella 162esima gara dell’anno e poi anche lo spareggio contro i Texas Rangers, 24 ore più tardi. La squadra del destino e dei nervi saldi, diremmo, perché ha saputo conquistare tre successi decisivi in quattro giorni… Insomma, nonostante la fatica di tante prove ravvicinate, tutte da dentro o fuori, la compagine della Florida ha avuto la meglio sul team rivelazione dell’annata 2012 aggrappandosi, al solito, ai suoi lanciatori, in primis ad Alex Cobb, il partente, straordinario con 6 innings e mezzo disputati, 107 lanci, 5 strike out, una base ball, nessun punto subito e 8 valide concesse, ma anche ai rilievi e alla solida difesa di Loney, Zobrist, Cabrera e Longoria. Con le armi conosciute, quindi, e un attacco più che sufficiente. “Tutto questo sempre fuori casa – ha detto alla fine il manager dei Rays, Joe Maddon -, sono veramente orgoglioso di questi rgazzi!“.

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L’atmosfera nell’Ohio è stata comunque straordinaria, quasi come al PNC Park di Pittsburgh, ieri, per un ritorno ai playoff atteso da cinque anni (e tra i 43.579  indemoniati del pubblico, c’era ovviamente il papà di Terry Francona, Tito, che ha giocato proprio con gli Indians molti decenni fa disputando anche un All Star Game nel 1961), ma non è bastata: il partente Danny Salazar, 23 anni, uscito finalmente, nel 2011, da una selva di infortuni che l’avevano pesantemente condizionato, ha iniziato benissimo il suo match, con 3 strike out consecutivi tra primo e secondo inning, ma poi, nel terzo, ha concesso il fuori campo dello 0-1 a Delmon Young, tornato quest’anno in Florida dopo aver iniziato la stagione a Philadelphia e capace di mettere a segno il nono home run ai playoff della sua carriera. Desmond Jennings, l’esterno centro, ha poi aggiunto un doppio da due punti nella parta alta del quarto inning, mettendo così la sua squadra in totale controllo del match (0-3). Escobar, al nono inning, ha messo il punto esclamativo sulla sontuosa prestazione di Tampa Bay regalando a Ben Zobrist la corsa del definitvo 0-4.

E dire che le occasioni non sono certo mancate agli Indians, capaci di mettere a segno una valita in più degli avversari, alla fine (nove contro otto), di riempire le basi nel terzo inning (quando Asdrubal Cabrera e Loney hanno completato una doppia eliminazione che ha salvato Cobb), di trovarsi con prima e terza base occupata nel sesto, senza però mai riuscire a segnare a segno un benedetto punto… Nel settimo inning, con due basi occupate, ancora, Joel Peralta ha completato il lavoro di Cobb senza subire runs e poi ci hanno pensato McGee e Rodney a chiudere ogni discorso.

L’esultanza di José Molina e compagni stavolta è stata irrefrenabile, rispetto a quanto visto nei giorni scorsi dopo i successi sui Twins e i Rangers, perché finalmente i Tampa  Bay Rays possono ora respirare almeno per qualche ora, senza avere uno scontro decisivo alle porte, e prepararsi alla sfida al meglio delle cinque partite con i Boston Red Sox nell’American League Divion Series (si comincia venerdì, al Fenway Park alle ore 21 italiane). Champagne, birra ovunque, maschere da sci, freni inibitori finalmente saltati. Da una parte. Grande amarezza, ma consapevolezza di aver portato a termina una stagione (quasi) perfetta, dall’altra.

Qui il tabellino del match.

Qui il resoconto della Wild Card della National League.