Andrea Barzagli è a Coverciano e insieme ai compagni di nazionale, vecchi e nuovi, si allena in vista degli impegni con la Bulgaria per la qualificazione agli Europei 2016 e con la nazionale inglese per un’amichevole di lusso. In conferenza stampa, ora che è rientrato a pieno regime dopo il lungo periodo d’infortunio cominciato al culmine dei Mondiali in Brasile, ha voluto ricordare i momenti bui vissuti in quell’arco di tempo confessando ai microfoni anche qualche malcelata paura: “Ho pensato di non poter più giocare a calcio. Ho faticato anche a livello psicologico fino a quando non ho ripreso ad allenarmi con i compagni“.

Fondamentale dunque il reintegro in squadra e il ritorno sui campi di gioco per il difensore juventino che ha già messo nelle gambe minuti importanti riuscendo già ad offrire prestazioni di grande livello. La difesa a tre ridisegnata da Allegri contro il Genoa ha riproposto il trio delle meraviglie dell’era Conte dove Barzagli non sembra aver perso nemmeno una molecola dello smalto al quale l’Andrea nazionale ci aveva abituato nel periodo pre-Mondiali e l’immediata chiamata da parte di Conte in azzurro ha rappresentato per il centrale ex Wolfsburg e Palermo una grande iniezione di fiducia: “Ho avuto tanti alti e bassi. C’erano dei giorni in cui mi alzavo e pensavo di impazzire dal dolore, altri giorni stavo meglio e ripartivo. È brutto non giocare e non stare a contatto con i compagni di club oltre che della Nazionale. Per fortuna ora sembra tutto finito, sono felice di essere di nuovo qui“.

Ora Barzagli ha più che mai voglia di prati verdi e di sfide che possano far dimenticare quei momenti poco felici del prolungato stop e l’Europa, sia a livello di club che di nazionale, è il palcoscenico adatto per riaccendere lo spirito guerriero dello juventino che, in conclusione di conferenza, ha voluto dire la sua anche sulla questione degli oriundi che sta in questi giorni alimentando una polemica a distanza tra Mancini e Conte: “Se sono convocabili è giusto che siano chiamati perché vuol dire che fanno bene in campionato. Non vedo polemiche, ci sono sempre stati e anche le altre nazionali li hanno. Sono i benvenuti se daranno una mano alla Nazionale” glissando invece sulla sentenza di Calciopoli: “Un’idea me la sono fatta ma preferisco non sbilanciarmi né commentare. La Juve di quei tempi non è però quella dove gioco io, e anche la dirigenza è un’altra“.