Dopo il Principe,  la Regina.  Alla corte dell’Inter c’è un altro attaccante con il dna vincente, che ha lasciato il segno nella storia nerazzurra. Milito è stato protagonista del Triplete, Regina Baresi (foto: Luca La Ruffa) ha trascinato la squadra femminile ad una storica promozione in serie A. Figlia di Beppe, ex giocatore dell’Inter e ora vice di Stramaccioni, nipote di Franco, bandiera del Milan, a 20 anni Regina è uno dei maggiori talenti che il calcio femminile possa offrire,  alla faccia dei maligni che l’accusano di essere raccomandata. Dodici gol in campionato e l’impronta indelebile sulla cavalcata verso la prima serie:  “E’ stato un anno super, in assoluto la miglior stagione da quando gioco a calcio. Ho fatto 12 gol, sono felice a livello personale e per il gruppo. Eravamo la squadra più forte e l’abbiamo dimostrato sul campo, senza sottovalutare nessun avversario” ha detto in esclusiva a Leonardo.it.

Vincere con la maglia nerazzurra ha un sapore particolare: “E’ la squadra giusta, per cui faccio il tifo da sempre. L’Inter per me è sempre stato il massimo. Mio papà ci ha giocato per tutta la sua carriera, mi piacerebbe fare lo stesso. La fascia da capitano? Un onore e una responsabilità, ma non mi pesa, così come non mi crea il problemi il mio cognome. E’ uno stimolo per dimostrare che gioco perchè me lo merito e non perchè sono raccomandata. Il rapporto con mio papà? Da piccola giocavo con lui, per me è un punto di riferimento. Purtroppo viene poco alle mie partite perchè è impegnato con la prima squadra, ma è comunque sempre presente“. Cresciuta pane e Inter, Regina non ha dubbi su chi scegliere come modello:Zanetti, dal punto di vista umano è una persona meravigliosa, poi dico Palacio e Milito. E ovviamente Patrizia Panico, un mito“.

Panico, attaccante della Torres e della Nazionale, punto di riferimento di un movimento, quello italiano, che non riesce a fare il salto di qualità: “Qualcosa si sta iniziando a muovere, ma c’è ancora poca considerazione. Bisogna fare di più, all’estero corrono, noi rimaniamo indietro. Da noi considerano il calcio uno sport solo per maschi, c’è una visione maschilista.Ci sono tante ragazze che vogliono giocare a calcio, non devono rinunciare per colpa dei pregiudizi “. E chissà che l’Europeo, in programma a luglio in Svezia possa svegliare qualcuno: “L’Italia ha dominato la fase di qualificazione, è una buona squadra, ma la Germania resta la favorita numero uno, più della Svezia che gioca in casa“.   Presente e futuro dicono Inter, ma Regina non esclude a priori un’esperienza all’estero: “Adesso non ci penso, ma un giorno perchè no? Sarebbe un’esperienza di vita. Ora però c’è solo l’Inter, vogliamo fare bene in serie A.  E spero un giorno di vestire la maglia della Nazionale“.