Difficile immaginare due tizi umanamente più agli antipodi di Mario Balotelli e Ricardo Kakà: eppure, le flebili speranze della bagnarola-Milan di uscire con almeno qualche ossicino intero dalla consueta, tremenda trasferta di Champions League contro il Barcellona passano da questa improbabile alleanza. Questa sera, saranno il quieto brasiliano e il molesto centravanti azzurro a guidare l’attacco di Massimiliano Allegri contro i turbonani di Catalogna, nella speranza, ovviamente, che vi sia qualcosa da attaccare. Saremo accusati di pessimismo, ma il timore concreto è che buona parte dei 90′ si trasformino in una specie di tiro al piccione.

Al di là delle questioni tecniche – i blaugrana sarebbero favoriti anche scendendo in campo ubriachi – non si può dire che il Milan si sia avvicinato a questo impegno nelle migliori condizioni psicologiche possibili: un punto nelle ultime tre partite di campionato, giocatori sull’orlo di una crisi di nervi (Balo, appunto), allenatore che vibra come un galletto segnavento e amministratore delegato bersagliato alle spalle dalla figlia del padrone. Come se non bastasse, tra un infortunio e un altro, la formazione che affronterà Messi e i suoi fratelli ricalcherà quasi integralmente, almeno negli interpreti, quella che ha dato bella mostra di sé nelle ultime uscite, con la sola eccezione del rientrante Abbiati tra i pali,  di Mexes in difesa e di Poli in mediana. Pare, infatti, che Allegri voglia proporre il 4-5-1 già visto all’andata, con Balotelli unica punta. Insomma, ce n’è abbastanza per convincere anche il più irriducibile degli innamorati a consultare la programmazione teatrale del mercoledì. Meno male che la qualificazione non passa dal Camp Nou.

BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Montoya; Xavi, Busquets, Fabregas; Sanchez, Messi, Neymar. All. Martino

MILAN (4-5-1): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Poli, Montolivo, De Jong, Muntari, Kakà; Balotelli. All. Allegri