È tornato senza troppi clamori e anzi attorniato da una tiepida accoglienza Luis Enrique nella Roma in cui aveva allenato nella stagione 2011-2012, dimessosi poi a fine annata e tornato a lavorare in Spagna, prima a Vigo e poi a Barcellona (il club di cui aveva allenato la squadra B). Di sicuro nella Capitale non ha lasciato una gran traccia del suo passaggio ma, con somma evidenza, passerà alla storia nel rapporto con il club capitolino come uno dei tecnici in assoluto più incompresi, alla luce di quello che ha fatto dopo con i blaugrana.

I fischi però dall’Olimpico si sono sentiti, sonori e impietosi, al momento del suo arrivo sulla panchina qualche attimo prima dell’inizio del match. Nessuna reazione da parte dell’asturiano che nella conferenza stampa del pre-partita di ieri aveva dichiarato che nessuna polemica lo avrebbe sfiorato, come d’altronde non ci fu polemica tra lui e l’ambiente giallorosso all’epoca delle sue dimissioni. Però forse quei fischi non sono stati digeriti bene da Lucho che a fine gara, ai microfoni di Mediaset Premium, un po’ di vis polemica l’ha tirata fuori, complice l’esito di una sfida che secondo l’allenatore del Barcellona non avrebbe proprio dovuto concludersi con un pareggio.

Nell’incipit dell’intervista tutto ok: “Abbiamo fatto una buona gara, sono soddisfatto. Abbiamo sempre controllato la partita, con il 70% di possesso palla e molte occasioni create, ma la Roma è forte ed ha fatto un buon lavoro difensivo. Poi, questo è il calcio e si può prendere un gol quando meno ci si aspetta“. Ma poi Luis Enrique non ha espresso gradimento nei confronti dell’atteggiamento della Roma: “Pensavo di vedere una Roma più offensiva ma hanno scelto di fare questo e hanno ottenuto il risultato…” E alla domanda se dunque volesse intendere che il risultato è stato bugiardo, ha risposto un po’ seccato: “Non ho detto che è un risultato bugiardo, dico che il risultato giusto era un altro” specificando poi che il risultato è stato a suo avviso “pazzo” (“loco”).