Due sessioni, ovvero un anno solare, senza calciomercato (oltre a 370mila euro di multa, ma questi non pesano). Questa la durissima sanzione che la FIFA ha inflitto al Barcellona, colpevole di aver infranto le regole riguardanti il trasferimento di dieci calciatori minorenni, principalmente di origine asiatica e africana. Di fatto, il Barcellona avrebbe comprato i cartellini di questi baby fenomeni, cosa che invece è consentita solo una volta sopraggiunta la maggiore età.

Per il momento, il club blaugrana non ha fatto filtrare alcuna reazione, ma è ovvio che ci si prepara a una guerra a mezzo avvocati, sulla falsariga di quella condotta (e vinta) dal Chelsea nel 2010 in merito al trasferimento dell’allora 17enne Gael Kakuta. Sì, perché un altro scandalo non è esattamente ciò che serve al Barcellona, la cui reputazione di club dalla faccia pulita è stata recentemente minata dalla questione-Neymar. Senza considerare che non poter operare sul mercato per due sessioni consecutive rappresenterebbe un gravissimo danno per qualunque club: acquisti già completati, come quelli di ter Stegen e Halilovic, potrebbero essere cancellati, e altri movimenti, in entrata (Vidal, Thiago Silva, David Luiz, etc) come in uscita (vedi Mascherano, Dani Alves, Sanchez etc etc), finirebbero per essere abortiti in partenza. Un grosso guaio davvero.

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