Era dai tempi dell’Antico Egitto che un uomo e una donna non si spartivano il potere. All’epoca, il Faraone e la Sposa Reale erano perlopiù fratello e sorella: non è proprio questo il caso di Barbara Berlusconi e Adrian,o Galliani, che al massimo possono essere definiti fratelli come Caino e Abele. Fatto sta che, da questo pomeriggio, saranno loro a regnare sulla piramide milanista. Al termine di questo storico Consiglio di Amministrazione, infatti, il Milan è diventato ufficialmente una diarchia, come da volontà augusta di Silvio Berlusconi:

“AC Milan comunica che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi, ha approvato all’unanimità il nuovo assetto organizzativo della Società ridefinendo cariche sociali, poteri e deleghe per lo svolgimento delle relative attività. Il nuovo assetto organizzativo della Società prevede sostanzialmente la suddivisione delle funzioni/direzioni aziendali in due aree, I) la prima attinente l’attività tecnico-sportiva che continua a rispondere ad Adriano Galliani quale Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato, II) la seconda, che comprende tutte le funzioni/direzioni aziendali non riconducibili alla prima, che risponde al nuovo Vice Presidente e Amministratore Delegato Barbara Berlusconi. Paolo Berlusconi è stato confermato Vice Presidente e confermati anche tutti gli altri Consiglieri: P. Cannatelli, L. Cantamessa, A. Cefaliello, G. Foscale e A. Marchesi. Il Consiglio ha infine deliberato il trasferimento della sede legale della Società, con effetto dal 1 gennaio 2014, in Milano da via Turati n. 3 a via Aldo Rossi n. 8.”

Dunque, si apre l’era dei due amministratori delegati: Adriano Galliani continuerà a esercitare le sue competenze in materia tecnico-sportiva, mentre Lady B. si è presa tutto il resto. Sappiamo che l’accordo con la gialla cravatta è di altri cinque anni, benché sia molto probabile che le strade si separeranno prima, almeno dal punto di vista operativo; diciamo giusto il tempo per Barbara di mettere insieme una squadra che possa sostituirsi al vecchio management. Il passaggio di consegne, in realtà, c’è già stato, ma il processo sarà graduale (come voluto dal padre) e non traumatico (come sarebbe finita se la figlia non fosse stata bloccata in extremis).