Se sulle affinità elettive che legano Silvio Berlusconi e Matteo Renzi da tempo si versano secchiate di inchiostro, nient’affatto a torto, è certamente più recente, ma non meno affascinante, il parallelismo che molti riscontrano tra la figura del Presidente del Consiglio e quella della figlia del vecchio sultano, Barbara Berlusconi. Dopo la sua prepotente (e maldestra) discesa in campo, lo scorso novembre, Lady B ha gradualmente esteso il suo protagonismo nelle lande inesplorate del calcio: e se fino a qualche settimana fa il suo territorio di caccia era esclusivamente rossonero, soprattutto per ciò che riguarda le strategie commerciali a medio e lungo termine, ora l’intraprendente fanciulla ha puntato con decisione alle roccaforti del potere pallonaro, Lega Calcio e FIGC.

“Spero che la Lega Serie A proponga una candidatura unitaria, anche se dal dibattito per la presidenza FIGC emergono, da parte di alcuni protagonisti, dichiarazioni e prese di posizioni che ricordano i congressi della DC della Prima Repubblica“, confida la rampolla al suo canale preferenziale dell’ANSA. “C’è in gioco il futuro del calcio italiano e servono persone con idee nuove e coraggiose. Non si può ridurre tutto, come sembra fare qualcuno, alle tessere e ai voti di cui si disporrebbe. Molto più importante è discutere su programmi e idee per rilanciare il nostro calcio che è in grave crisi di credibilità e risultati”. Ciò che si augura Barbara Berlusconi è “un candidato credibile, in grado di raccogliere quella forte voglia di cambiamento e di rinnovamento che viene dal paese“.

Sistema vetusto e inefficiente, giochi di potere, divisione dei pani e delle poltrone, voglia di cambiamento dal basso, esigenza di un personaggio nuovo e non invischiato con le vecchie gestioni: sono parole renziane, parole da rottamatrice, nel senso più autentico del termine.

Resta da stabilire se Barbarella, quando parla di “candidato credibile per il cambiamento”, abbia in mente una figura in particolare. Magari un qualche totem del calcio italiano e mondiale che aveva provato a riportare al Milan in tempi recenti, senza riuscirci?

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