L’ennesimo flop, l’ennesima passeggiata in campo e l’ennesima occasione gettata al vento: ormai è chiaro che Mario Balotelli non ha nessuna voglia di proseguire la sua avventura al Milan, ma che anche il Milan e soprattutto i tifosi rossoneri non hanno nessuna voglia di rivedere la sua faccia in campo con una così tanto gloriosa maglia sulle spalle.

Perché si possono trovare tutti gli alibi del caso (pubalgia, il ritorno al calcio giocato dopo sei mesi d’inattività, la scarsa intesa con Bacca e vattelappesca), ma è palese che quanto andato in scena a Reggio Emilia in quel della sfida contro il Sassuolo non può che essere etichettato come obbrobrio: un flop clamoroso per Balotelli, partito titolare per l’autoesclusione di Niang. Il fu SuperMario (perché ormai il soprannome sa molto di vintage…) è uscito dal campo di gioco dopo 55’ di assoluto nulla: mai un tiro in porta, mai un pallone toccato in area, dialogo pressoché inesistente con i compagni di squadra ed una prestazione insufficiente. Certo, gli subentra Menez che non fa di certo meglio, ma questo non è un alibi.



Perché da uno che fino a poco tempo fa era visto come uno dei migliori talenti italiani in circolazione, all’alba dei 25 anni compiuti da un pezzo ci si aspetterebbe qualcosa di molto, molto diverto. E invece eccolo lì, Mario Balotelli: che comincia con due contrasti consecutivi vinti che danno il via alla prima grande occasione del Milan, salvo poi perdersi come una lontra nel mezzo delle dune del deserto.

Perché la sua partita finisce lì e la tristezza aumenta: perché se per il Milan la gara contro il Sassuolo è da etichettarsi come un chiaro passo indietro, per Balotelli invece non lo è. Ma semplicemente perché lui, di passi avanti, non ne aveva proprio fatti finora.

E pensare che non giocava titolare dal 27 settembre, quando il Milan perse 1-0 col Genoa e Mario fu uno dei pochi a salvarsi. Poi il gol su punizione all’Udinese, prima della maledetta pubalgia. Già, la pubalgia: ma può questo male oscuro poter giustificare zero tiri in porta, un cross su punizione, 27 palloni toccati nessuno in area di rigore e 10 persi? No, assolutamente.

L’unica cosa chiara, oltre al fatto che Mihajlovic ora dovrà cercare assolutamente di riabilitare il prima possibile Luiz Adriano e Menez, è che Mario Balotelli ha buttato via l’occasione del rilancio. L’ennesima della sua carriera. E a fine stagione il Milan deciderà di non tenerlo, rispedendolo al Liverpool di Klopp: la decisione è inevitabile, ma è quella meno dolorosa per tutti.