Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Mario Balotelli. Di questo passo, arriverà il giorno in cui apparirà un articolo del genere, in cui il nome di Balotelli verrà ripetuto così, ad libitum, fino alla fine dei tempi o perlomeno della pagina. ‘Sto povero cristo, benché non sia né povero né cristo, è giunto al punto di lanciare un appello su Twitter: “Lasciatemi in pace”. Ma la gente parla di lui. Sempre. A proposito o meno.

Per dire, prendiamo Martina Colombari. Bella è bella, trentotto anni portati splendidamente (vedi gallery by InfoPhoto). E di calcio un po’ deve capirne, visto cotanto marito. Tuttavia, non sembrano qualità sufficienti a rendere scontato che debba anche lei dire la sua su Mario Balotelli. Intervenuta alla Zanzara di Cruciani e stimolata a dovere, la signora Costacurta ha ritenuto indispensabile far conoscere al mondo la sua opinione in merito:

Ma che? Gli diamo ancora la possibilità di giocare? In casa ho un marito milanista che in 25 anni non si è mai permesso di fare il 3% di quello che ha fatto Balotelli sino ad ora, e magari vincendo anche un po’ di più. Faccio fatica a difenderlo. Nessun grande calciatore si permetterebbe di fare quello che fa Balotelli. Che ti costa mettere la sveglia ed andare a incontrare il ministro come ha fatto tutta la tua squadra tranne te? Se sei un simbolo devi dare il buon esempio, per i nostri figli è difficile far passare gli atteggiamenti di Balotelli come buoni esempi. Ne fa troppe, ma la colpa è di chi gli permette di farlo. C’è qualcuno che gliele fa fare. Lui dice che ce l’hanno tutti con lui, ma dovrebbe chiedersi il perché. Litiga con tutti, anche con le persone che lavorano, con i cameraman. E’ stato maleducato, lo dico anche a mio figlio

Nessuna menzione del fatto che, vent’anni fa, il calcio era molto meno mediatizzato di ora, non c’era l’informazione online, non c’erano i social network, non c’erano i cellulari con tanto di fotocamera, e di conseguenza un calciatore aveva molto meno di cui preoccuparsi dei suoi comportamenti. Per non dire dell’annosa questione del Buon Esempio: dopo quella della lotta al razzismo e della guerra alla camorra, vogliamo appioppare a Balotelli pure la responsabilità dell’educazione dell’italica jugendbund? Se un ragazzino non ha modelli migliori di quello rappresentato da un pirla di calciatore, il problema è del calciatore o dei genitori?